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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Wednesday, August 29, 2007

Conclusioni di un viaggio / superdonna

Schiele Egon-Fraulein Beer

Ciao!
Tornata dalle vacanze.
Due mesi in giro d'Europa.
L'ho fatto in treno,mangiando squisiti pranzi in ristò e leggendo Nietzsche e Dostoevskij.
Un subbuglio.
Se lo scrittore russo discettava sulla presenza di Dio,presumendo che senza la vita eterna non ci sarebbe nemmeno la virtù,e senza la virtù l'uomo sarebbe capace di fare di tutto, senza coscienza ne appagamento. Tanto meno senza punizione...
Il Nietzsche plaudeva per frantumare il Dio dentro uomo...
Bene.
Ed io sono accorsa a ribattezzarmi...Una stella danzante.
Bisogna avere un caos dentro di se...
"L'uomo greco presocratico non era stato ancora corrotto dall'idea socratica che il bene va raggiunto per mezzo della ragione: questa idea apollinea, questo artificio della morale (il bene come disciplina dello spirito) intende raggiungere la felicità per mezzo della virtù. A questo punto Nietzsche nota come la virtù non sia il mezzo per raggiungere la felicità, quanto invece è vero il contrario: è uno stato esistenziale e fisiologico felice che produce l'idea della virtù. La felicità non è dunque un fine, ma è l'inizio di ogni filosofia e ogni considerazione veramente positiva. Per Nietzsche non esiste dunque la felicità posta come una meta, bensì e il caotico fluire dell'esistenza che produce del tutto autonomamente quel vigore di forze che portano a uno stato esistenziale e fisiologico felice. La felicità giunge autonomamente secondo modalità casuali, è dunque compito dell'uomo agevolare queste tendenze vitalistiche ponendo un pensiero che si addica al loro vigore."
***
"Per comprendere le origini delle tendenze moralizzatrici occorre comprendere che l'uomo ha paura dell'ignoto, l'uomo teme il caos. E' in ragione di questo che l'uomo tenta per mezzo della religione e della filosofia di dare un senso stabile alle cose, di trovarne una spiegazione, poiché solo ponendo una spiegazione agli eventi apparentemente inspiegabili gli uomini possono trovare quella consolazione che rende la vita più sopportabile. In realtà tutti questi tentativi di trovare una spiegazione morale o ultramondana agli eventi finisce per essere niente di più che una consolazione oltre la quale non vi è nulla. La morale è dunque un insieme di menzogne che servono per vivere meno angosciosamente."

Virtù esistono anche senza la fede in resurrezione.
Tra Dostoevskij e Nietzsche...mi sono trovata bene.
Sono diventata una "superdonna"

"Ecco che il superuomo (ubermensch -tradotto con "superuomo", o con "oltre-uomo")
una volta identificatosi con l'autentico flusso degli impulsi in cui consiste l'esistenza, pone la sua volontà finalmente libera da ogni inganno al di sopra delle altre: il superuomo si pone al di là delle morali, delle religioni e dei razionalismi, si pone al di là del bene e del male"

4 comments:

DennisLadroAnsioso said...

Viaggio interessante il tuo.

Dario D'Angelo said...

Bentornata :-) Ieri ho pensato a te... un manifesto annunciava per il 13 una lezione di Bauman a Bologna :-)

-Hanna said...

Strano é che mi pensi mentre si annuncia Bauman?
Bauman chi poi?
Il centro sportivo Baumann a Bologna?
Il compositore Baumann Daniel?
Lo sportivo Baumann...o il mio idolo da contrastare-Zygmunt Bauman il Polacco?
E perche mi pensi ancora?
Il filo sottile...?

Dario D'Angelo said...

Sono rientrato anch'io da poco; nella mia nuova scuola, ieri, ho visto il manifesto e mi sono ricordato dei tuoi riferimenti :-)

Dario

ps non dimentico, in genere, chi/cosa trovo interessante