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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Friday, November 30, 2007

Tellurici tumulti di tripudio tempestoso

non so spiegarmi il tempo
me stessa amata gli dono
lo vezzeggio, gratifico
l'onoro con delle estasi
amo con la stessa intensità
tento di fermarlo perdendomi
nel labirinto della tua anima
riemersa
non lo trovo più
tutto diverso
tutto finito
tutto daccapo
spero d'amarti ancora
incorruttibile
Egon-Schiele-Knieende

7 comments:

Iwan R said...

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VAR said...

Già: Alcuni poeti hanno l'illusione di fermare il tempo. E' solitudine. Pensa. "Ognuno sta solo ...trafitto da un raggio di sole" . E tu: "tento di fermarlo perdendomi...". Ma non lo trovi più. Come non lo trovava Lui che però -pessimista- troncava: "Ed è subito sera" CHIUSO. Invece hai una vena di ottimismo "tutto d'accapo"/"spero.../. Non tutto è perduto, quindi: c'è vitalità o (secondo) te: vince la libido freudiana ?

enzorasi said...

Solitudine è il metro con cui misuriamo il nostro tempo: l'uno richiama l'altra. In mezzo l'illusione di essere altro con gli altri.
Rari gli sguardi di vera intuizione per un'allegra malinconia d'esistere.
Ancora più rari gli attimi di
reale condivisione.
Voliamo via, sfarfallando,
a farci spiegare
dal tempo.
Ti ringrazio per l'awards, sinceramente.

HANNA said...

...io mi perdo felicemente in ogni atto, in ogni momento,
pure in quello passato...

VAR! mi racconti della tua diatriba sulla "resurrezione della carne" che stava per costarti una favolosa sospensione...
Enzo!
sei un rarissimo esemplare in questo susseguirsi odierno, a essere immerso /senza resurrezioni/ in "un amore solo per tutta la vita".
Io, ogni volta che amo è l'unica volta in cui amo. Semplicemente, la differenza dell'oggetto non altera l'unicità della passione: ma la intensifica.

VAR said...

@ Hanna. A raccontarla così sembra di una semplicità e banalità estreme. Ma allora si era in terza liceo e se a colazione mangiavi Hegel, a pranzo c'erano Marx,Nietzsche, Sartre e Camus. La lezione di religione era stata una lunga tirata sull'aldilà, Inferno e giudizio universale. Se leggi sul "il mio blog Libero" la pappa era uguale a quella odierna di Ratzinger. Il nostro canonico professore ci assegnò un tema in classe supplendo un'altra insegnante -favolosa- di filosofia. Il tema: "Spiegate alla luce della lezione odierna l'importanza di mantenere intatto il nostro corpo per il Giudizio nel giorno della resurrezione della carne". Imbevuto di quel maledetto illuminismo e infogato da quello zozzone di Marx ed aiutato da una certa facilità dello scrivere gli snmantellai 4 mesi di lezioni concludendo che Dio era ben ingiusto se pretendeva la resurrezione del corpo intatto : "Perchè non potranno sedere alla destra del Padre quei poveri e buoni marinai i cui corpi se li sono mangiati i pescicani? Dove è la giustizia di Dio?". Da qui il putiferio

iwan said...

Hello Hanna,I'm sorry ...i don't understand Italy languages...hehehe..i've reset u name..have a nice week end to you my dear..

RennyBA said...

Thanks for all your visits and nice comments Hanna - you are a great blogger friend.

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