hanna artehanna bionda foto bianco-nero

Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Wednesday, January 9, 2008

Una missiva a Prisma

ragazzo sdraiato-schiele
Dentro di me c'è tutto, babele me! sono ricca,
dunque invento un'ambasciata,
timbrando i gradini assorti a contemplare mie sottovesti,
ritraggo le porte chiuse,
defilate,
innalzandomi su su, li c'è messer dell'ateneo,
due occhi glitterati,
cerchiati d'un sorriso,
essenza solare, il Prisma,
sa disegnare la musica
il conforto di poesia,
mi tinge di sole, di calore,
stringendomi la mano traccia
una nuova linea
la linea di grande gioia,
solca più fonda la linea del cuore.
Sono più ricca di prima,
domani scriverò dei versi,
quelli già dentro me.
Ora lascio lui disegnare
profumo dei gigli donati,
sentenza d'amore.
Poi scendere senza contare gradini
al volo
dentro di me il tutto,
attende il suo momento


6 comments:

franscud said...

Ciao Hanna!

I don't know that I understood every word in its proper context, or each idiomatic expression, but I can comprehend enough of the language to sense the feeling behind the lines and know that it is a beautiful poem. I'll have to read it a few more times until it etches itself in my memory and heart and becomes part of the rich confusion inside me ;).

HANNA said...

I have understood.
the same one succeeds me,
translate your poetries,
to prescind from various language:
..."to read it a few more times until it etches itself in my memory and heart and becomes part of the rich confusion inside"...
I love your soul Francis!

arouetvoltaire said...

Bellissima espressione di una vita piena e finalmente sazia

HANNA said...

Io so nulla di me!
scrivo...
poi arriva uno come Vincenzo Romano è mi definisce, sintetizza!
avrei bisogno di un compagno di vita così!
Grazie VAR

arouetvoltaire said...

Perché parli di te per immagini come la protagonista del film di Alain Resnais che spero abbia visto (e che comunque puoi procurarti presso le Suore Paoline – hanno dal 7° sigillo all’Arpa Birmana): “L’ anno scorso a Marienbad” dove Ella lotta contro un ricordo di cui non è sicura, o che cerca di respingere, o che desidera. Nella villa principesca, cammina (è Delphine Serig corteggiata da un forte Albertazzi) Un altro uomo - il marito o l'amante – cupo in un gioco in cui non può perdere, cerca di trattenerla – anche per un solo istante. Ma Ella procede per scale e corridoi sfiorando arazzi meravigliosi, sotto volte en pleine aire Ma senza mai pronunciare una risposta definitiva. Misteriosa la donna si perde-non perde nel labirinto di un immenso giardino all'italiana, dove lo stesso corteggiatore non è sicuro di ritrovarla ed ella non ha certezza di uscire. Ma tutto è così delicato che tu intuisci, immagini e poi conosci, anche se solo nel profondo della tua mente. Resta lei, altera quasi irraggiungibile sogno della tua intensa vita.

HANNA said...

mi è sempre piaciuto girare per i corridoi della scuola e immaginare le scene indietro alle porte chiuse
"dipingere le porte chiuse" nella mia mente.
sono fermamente convinta, dentro di noi c'è tutto, ha solo bisogno dello stimolo per mostrarsi.
"invento un'ambasciata"- significa ch'io sono lo strumento di misura, non l'oggetto..