M'illumino d'immenso
MATTINA /G.Ungaretti
M’illumino
D’immenso.
Santa Maria la Longa il 26 gennaio 1917.
Ungaretti usava mandare in quel periodo le sue poesie, su cartoline postali, per lo più a Papini e spesso a Soffici. A Papini mandò questa versione:
" M'illumino
d'immenso
con un breve
moto di sguardi "
Siamo in guerra, siamo in trincea e siamo verso Trieste in una mattina di sole; all'improvviso i soldati ed anche Ungaretti vedono la distesa infinita del mare. E s'illuminano "d'immenso".
Il titolo in alcune pubblicazioni precedenti aveva quello di "Cielo e Mare".
ANALISI:
Un frammento polisemantico che dà adito a una molteplicità di interpretazioni.
«E’ la poesia più breve di Ungaretti: due parole, tra di loro unite da fitti richiami sonori. Nell’illuminazione del cielo al mattino, da cui nasce la lirica, il poeta riesce a intuire e cogliere l’immensità».(Marisa Carlà Epoche e Culture)
Romano Luperini fornisce un diverso significato:
«La comprensione della poesia richiede di soffermarsi sulla particolare valorizzazione del titolo, indispensabile all’interpretazione corretta del significato: lo splendore del sole sorto da poco trasmette al poeta una sensazione di luminosità che provoca immediate associazioni interiori ed in particolare il sentimento della vastità. M’illumino d’immenso significa appunto questo: l’idea della infinita grandezza mi colpisce nella forma della luce. L’intensità della poesia si affida anche alla sinestesia su cui è costruito il testo, oltre che al perfetto parallelismo fonico-ritmico dei due versicoli, aperti da una elisione, costituiti da due ternari e ruotanti attorno a due termini comincianti per i e terminati per o».
Maurizio Dardano aggiunge ancora una diversa interpretazione:
«Il poeta ha voluto esprimere la gioia di immergersi nella luminosa bellezza del creato, negli spazi infiniti di una mattina piena di sole».
Il poeta guarda il cielo libero e sgombro e pieno di luce. Percepisce una sensazione di benessere e allora si riempie di luminosità e di gioia che lo fa sentire in armonia con la natura.
Morning
‘I flood myself with light
of the immense’
The real point of Ungaretti’s insight is the effect of any vast reality of the physical universe on the human soul. Far from dismaying the poet.., it leaves him exhilarant, with a sense of expansion, of inner radiance. The poet is not illuminated from without by sea or sky; he illuminated himself by the contact: the fire of his own soul burns high and clear in its excitement.
Io direi: certo c'è ottimismo, sollecito del sole (forse), poteva anche dirsi: il sollecito dopo una nottata d'amore, o del risveglio da sogni allegri,bellissimi. Allora tutto ci pare, anzi reclama eternità, immensità, l'auspicio di continuità. Finestre aperte.
Ottimismo→sorriso→amore→luce→spazio→
andare→continuare→ponte→credere→
finestre aperte....e /dopo lo spartitraffico kantiano/un urlo :
Immenso s'illumini di me!
Pasolini intervista Ungaretti
by Hanna



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DRAWING BY SCHIELE YOUTUBE



1 COMMENTI:
Ciao Hanna,
Come stai, bella?
Senti, ho già postato la traduzione della tua "Orchidea" :)...eccola: http://maxcouti.blogspot.com/2008/03/lorchidea-una-lettera-damore.html
Se ha qualcosa che non va dimmi, certo? Comunque è stata una esperienza fantastica; grazie :D!
Baci e abbracci!
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