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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Sunday, May 25, 2008

Atomica into Lunfardo by Gutierrez

Schiele Egon-PflaumenbaumSchiele Egon-Pflaumenbaum

"This is a one of the precious poems written by Hanna Filo, distant friend and "Lunfaverseante" from Forlí-Cesena, Italy, homeland of romantic and tragic literature.
As Julio Cortázar has translated Poe´s art, I have translated Hanna Filo into Lunfardo, a dialect used by criminals in Buenos Aires, in the first years of the twentieth century.
Futhermore, this translation could demostrate the idea of Kuhn and Hilary Putman, who argued that using a specific languaje determinates the reality we understand. "- Fernando Proto Gutierrez

Atómica

Da tutte le vostre vite
imparerò la mia,
dalle vostre morti
capirò meglio me stessa
di tutte vostre idee, amori,
pensieri, arti, dolori,
costruirò una vita,
la mia,
Quanto grande sarà?
la farò rotonda, si,
come il mondo,
smossa dall' incitare roboante,
rotoloni
non si fermerà più.
Da tutte le vostre vite imparerò la mia.


Gurrumín

Translation into lunfardo by Fernando Proto Gutierrez
(from Buenos Aires, Argentina)

De todas las milonguitas,
la mía es cojuda,
más de las guadañas carcamanes
azoto sólo la mía.
Ay! Génova lejana (1)
si de bardos,
metejones,
carburados, lunfarderos
viyuyeras y amasijos
la vida guillo,
más sólo la mía,
¿cuán jetudo será?
el lance circular,
si como la lunfardía,
movido ha sido por estrilado
apronte
¡y jamás kaput!
más por eso,
de todas las milonguitas
sólo la mía es cascaruda.
_________
(1) This verse has been added to allow a better rhyme


Se Julio Cortázar ha tradotto Poe's art, io traduco questo bellissimo poema di Hanna in lunfardo, il dialetto usato da malavitosi di Buenos Aires ai primi anni venti di questo secolo.
Questa traduzione potrebbe dimostrare l'idea di Kuhn e Hilary Putman, che sostiene che l'utilizzo di uno specifico languaggio determina la realtà ricettiva
- scrive Fernando Gutierrez...
Putnam riassume così la sua posizione:
«Quel che sto dicendo, pertanto, è che gli elementi di ciò che chiamiamo “linguaggio” o “mente” permeano così profondamente ciò che chiamiamo “realtà” che l’idea stessa di immaginarci nelle vesti di “cartografi” di qualcosa di “indipendente dal linguaggio” è fatalmente compromessa fin dall’inizio»
L’analisi del linguaggio, lungo il ventesimo secolo, ha percorso una duplice strada: alcuni prescindono dai linguaggi comuni, ordinari — quelli parlati nelle circostanze più normali — e si impegnano nella costruzione di linguaggi perfetti, con cui evitare tutti i disguidi che accompagnano l’uso ordinario delle nostre lingue; altri si occuperanno invece di descrivere i linguaggi ordinari, sia per migliorarli e renderli più utili a diversi scopi, sia per trarre profitto dalle idee che vi sono contenute.... Non mancano tuttavia approcci meno funzionalistici, esemplificati tra l'altro dal lavoro di Noam Chomsky, teorizzatore di una grammatica generativa comune a tutte le lingue.
Basti analizzare i contenuti sconci di Aretino o Odasi...
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3 comments:

AmosGitai said...

Affascinato sia dai versi che dall'analisi... buona Domenica.

HANNA said...

Amos!
Il bello è ch'io non so nulla di "lunfardo", quindi me la prendo per buona questa traduzione, avendo anche la fiducia in Gutierrez.
Tutte le lingue d'europa potrei rivalere con i dizionari e l'intuito, ma qui....
anche se lo "scenario" mi pare azzeccato ...
Grazie del commento, ciao

Anonymous said...

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