hanna artehanna bionda foto bianco-nero

Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Tuesday, May 6, 2008

Stranamore,racconti erotici,storia di O

..Da allora in poi, per otto giorni, fra il tramonto, quando finiva il suo servizio nella biblioteca, e l'ora serale, tra le otto e le dieci, quando era ricondotta alla sua cella, incatenata e nuda sotto il suo mantello rosso, O portò fissata al centro delle proprie terga mediante tre catenelle sostenute da una cintura di cuoio che le cingeva le anche, in modo che i movimenti interni dei muscoli non potessero espellerla, una verga d'ebanite fatta a imitazione di un sesso eretto. Una catenella seguiva il solco delle natiche, le altre due le pieghe delle cosce ai due lati del triangolo del grem­bo, al fine di non impedire all'occorrenza di penetrarvi. Quando René aveva suonato, era per far portare il cofanetto che in uno scomparto conteneva un assortimento di catene e di cinture, e nell'altro una varietà di queste verghe, che andavano dalle più sottili alle più grosse. Ciò che tutte avevano in comune era che si allargavano alla base, perché fosse certo che non scivolassero all'interno del corpo, altrimenti l'anello di carne che esse doveva­no forzare e allargare avrebbe potuto restringersi. Cosi squarta­ta, e squartata ogni giorno di più, poiché ogni giorno Jacques, che la faceva inginocchiare, o piuttosto prosternare, per control­lare che Jeanne o Monique, o qualunque altra ragazza si trovas­se là, applicasse la verga da lui scelta, ne sceglieva una più gros­sa. Le veniva tolta, dal valletto Pierre, solo quando egli veniva ad incatenarla al muro per la notte se nessu­no la richiedeva, oppure quando le imprigionava le mani dietro la schiena se doveva ricondurla nella biblioteca. Rare furono le notti in cui non si trovasse nessuno che non facesse uso di que­sto passaggio reso rapidamente agevole, benché tuttavia più stretto dell'altro. In capo ad otto giorni nessun apparecchio fu più necessario e il suo amante disse ad O di essere lieto che fos­se doppiamente aperta, e che avrebbe fatto in modo che rima­nesse cosi. Nello stesso tempo l'avverti che partiva, e che duran­te gli ultimi sette giorni che doveva trascorrere al castello prima che lui venisse a prenderla per tornare con lei a Parigi, non l'avrebbe visto. «Ma io ti amo», aggiunse, «ti amo, non scordar­lo». Ah, come avrebbe potuto scordarlo? Lui era la mano che le bendava gli occhi, la frusta del valletto Pierre, era la catena al di sopra del suo letto, e lo sconosciuto che le mordeva il grembo, e tutte le voci che le davano degli ordini erano la sua voce. Si stava stancando? No.


A forza di essere oltraggiata, parrebbe che do­vesse abituarsi agli oltraggi, a forza di essere accarezzata, alle carezze, se non alla frusta a forza di essere frustata. Una spaven­tosa sazietà del dolore e della voluttà avrebbe dovuto gettarla a poco a poco su banchi d'insensibilità, ai confini del sonno o del sonnambulismo. Invece no. Il corsetto che la teneva eretta, le catene che la mantenevano sottomessa, il suo rifugio di silenzio servivano forse a qualcosa, come anche lo spettacolo costante delle ragazze offerte come lei, anche quando non venivano usa­te, lo spettacolo dei loro corpi costantemente accessibili. Inoltre lo spettacolo e la coscienza del proprio corpo. Quotidianamente e, per così dire, ritualmente insozzata di saliva e di sperma, di sudore mescolato al proprio sudore, si sentiva alla lettera il ri­cettacolo dell'impurità, la cloaca di cui parlano le Scritture. Eppure le parti del suo corpo più costantemente offese, divenute più sensibili, le sembravano nello stesso tempo diventare più belle, e come nobilitate: la sua bocca chiusa su sessi anonimi, le punte dei suoi seni che delle mani continuamente stropicciava­no, e fra le cosce squartate i passaggi del suo ventre, strade con­tigue a piacere battute. Stupiva che prostituendosi dovesse gua­dagnare dignità, eppure di dignità si trattava. Ne era illuminata come dall'interno, e si vedeva nel suo portamento la calma, sul suo volto la serenità e l'impercettibile sorriso interiore che s'in­dovinano, più che vedersi, negli occhi degli eremiti.
Quando René l'avvertì che la lasciava, era già scesa la notte. O era nuda nella sua cella, e aspettava che venissero a prenderla per portarla in refettorio. Quanto al suo amante, era vestito nor­malmente, con un abito che indossava ogni giorno in città. Quando la prese nelle sue braccia, il tweed del suo vestito le ir­ritò le punte dei seni. Egli l'abbracciò, la fece giacere sul letto, si distese contro di lei, e teneramente e lentamente e dolcemente la prese, andando e venendo nei due passaggi che gli erano offerti, per svuotarsi, finalmente, nella sua bocca, che poi baciò di nuo­vo. «Prima di partire, vorrei farti frustare», disse, «e questa volta te lo domando. Accetti?». Essa accettò. «Ti amo», ripeté lui, «suona per Pierre». O suonò. Pierre le incatenò le mani al di so­pra della testa, alla catena del letto. Quando fu così legata, l'amante, in piedi contro di lei sul letto, le ripeté ancora che l'amava, poi scese dal letto e fece segno a Pierre. La guardò di­battersi, così vanamente, ascoltò i suoi gemiti diventare grida. Quando le lacrime presero a scorrere sul suo viso, mandò via Pierre. O trovò la forza di ripetergli che l'amava. Allora lui baciò il suo volto bagnato, la sua bocca ansante, la slegò, l'adagiò sul letto, e se ne andò...

Pauline Rèage ovvero: Dominique Aury da "Storia di O" 'Histoire d'O' (1954)
Nel febbraio del 1955 il libro vinse il premio letterario francese Prix des Deux Magots, anche se ciò non impedì alle autorità francesi di avanzare della accuse per oscenità nei confronti dell'editore...Oltre ad aver probabilmente collaborato alla stesura del romanzo, Paulhan ne ha scritto la prefazione intitolata: "Le bonheur dans l'esclavage" ("La felicità nella schiavitù").

E' LOVE RUDE!!
E sopportarono, si', dei divi,
la famosa moda sadomaso,
ma fa lividi e disonora troppo
se è durevole.

3 comments:

Eucalyptus said...

Hello my dear? How are you? Miss you...

Anonymous said...

La ringrazio per Blog intiresny

Anonymous said...

We'll always have Paris.

[url=http://www.facebook.com/pages/Abercrombie-Jackets/132361870158377]abercrombie jackets[/url]