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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Monday, June 9, 2008

Lou Salomé la diva ispiratrice di Nietzsche

foto louise andreas-salomeChi era questa donna dal fascino irresistibile che riesce ad entrare nelle grazie, anzi, a far perdere completamente la testa, alle menti più illuminate del suo tempo?

Era una donna completamente diversa dallo stereotipo del tempo.Era bella? Stando alle fotografie che di lei ci sono pervenute, direi proprio di sì: alta, bionda, occhi stupendi e labbra indimenticabili, altera e soave, con una intelligenza inquieta, temeraria, con una cultura disordinata ma ampia e un temperamento eccezionale, accende passioni per allontanarsi quasi sempre ai primi guizzi di fiamma, attraente e pericolosa.



Louise Andreas von Salomè.

Nacque il 12 febbraio 1861 a San Pietroburgo in Russia in una famiglia benestante

I Salomé erano originari della Francia meridionale. Il padre di Lou dovette emigrare con la cacciata degli Ugonotti e si rifugiò con i suoi genitori, nel 1810, all'età di 6 anni, a S.Pietroburgo.

Entusiasmato dalla vittoria russa su Napoleone, abbracciò la carriera militare e lo zar Nicola I nel 1831 lo elevò all'aristocrazia ereditaria.
Dal suo matrimonio con Louise Wilm di una ricca famiglia di industriali dello zucchero nacquero 6 figli tra cui, il 12 febbraio 1861, Louise, detta Lou.
Venne accolta come si accoglie una figlia femmina dopo cinque maschi!Louise era una ragazza molto ribelle…
Sin da piccola si appassionò allo studio della filosofia e delle religioni.

Prendeva lezioni private da Hendrik Gillot, pastore dell'ambasciata olandese a S. Pietroburgo. Gillot era una brillante oratore, affascinante e dalle idee liberali. Tra loro due nacque qualcosa di importante.

Gillot, era più vecchio di lei di 25 anni, sposato con figli. Involontariamente la vivace e irresistibile Lou provocò la dissoluzione del matrimonio di Gillot il quale le chiese addirittura in sposa! Naturalmente lei rifiutò.
Poi … Zurigo.
A sedici anni, accompagnata dalla madre, andò a studiare in Svizzera.
L'università di Zurigo era una delle poche che permetteva l'accesso alle donne.

Ma a Zurigo faceva freddo,e Lou per via delle sue cattive condizioni di salute dovette lasciare la Svizzera. Cosi si trasferì a Roma e iniziò a frequentare Malwida von Meysenbug, che l'accolse tra le sue amicizie più ristrette.

In questa casa poi conobbe Paul Rèe. Ben presto Poul si innamorò di Lou, tanto che deciserò di andare a vivere insieme.

Nel 1882 li raggiunse Friedrich Nietzsche. Appena la vide esclamò: “Da quali stelle siamo stati portati insieme fin qui?”. Louise ne era indubbiamente attratta, ma nello stesso tempo c’era in lui qualcosa che la respingeva.

Fra loro tre nacque una “fraternità ideale”, una sorta di progetto di studio e convivenza.
Il loro piano andava contro le consuetudini sociali allora in vigore, ma fu un semplice sogno notturno.Realmente non si realizzò mai. Tutti e due maschi erano innamorati di lei, e Lou non potè far altro che opporre il rifiuto ad entrambi. Ben presto si accorse di essere il centro di questo pseudo gioco sovversivo, il perno dell'azione, l'incarnazione dell'ideale nietzschiano, una specie di "superuomo" bisessuale, che ha raggiunto un proprio equilibrio esistenziale e sessuale al disopra delle regole, delle convenzioni e delle ipocrisie della società.

Si potevano anche (ingiustamente) ipotizzare chissà quali rapporti trasgressivi fra loro tre.
Liliana Cavani nel film Al di là del bene e del male ipotizza una scena dove Nietzsche si mostra in una vasca da bagno e chiede a Lou di orinare in un vaso di fiori.

Dunque, il rapporto con Nietzsche?
Ci fu un intenso scambio intellettuale e spirituale…. Era innamorato pazzo di Louise Salomè, le propose addirittura di sposarlo, sebbene avesse all’epoca 38 anni, 17 più di lei.

Veramente tra loro non ci fu mai niente.
Solo un intensissimo bacio sul Monte Sacro, presso il lago d’Orta. Anni dopo si leggevano questi bellissimi versi e lei ne fu commossa: «...quella volta a Orta avevo deciso in cuor mio di fare partecipe Lei per prima della mia intera filosofia. Ah, lei non immagina quale decisione fosse quella: credevo che non si potesse fare dono più grande..».

Nel 1884 Nietzsche giungerà addirittura a scrivere: «...di tutte le conoscenze che ho fatto, una delle più preziose e feconde è quella con Lou. Soltanto dopo averla frequentata sono stato maturo per il mio Zarathustra».Louise von Salomè fu dunque la dea ispiratrice dell'opera più importante di Nietzsche!"Così parlò Zarathustra"

Nel 1894 anche Louise Salomè pubblicò un libro su Níetzsche. Una biografia intellettuale, che, ancora oggi, è considerata l'opera che più ha penetrato lo spirito del filosofo.

Lo descrisse come un musicista di grande talento, un pensatore dallo spirito libero, un genio religioso e un poeta nato. Azzardò la suddivisione dell'itinerario speculativo del filosofo in tre fasi che coincidevano con le fasi della sua vita: Fase schopenhaueriana. Passaggio alla fase positivistica che coincide con l’amicizia con Paul Rée. E la terza fase che coincide con l'allontanamento di Rée e con il dominio dell'impulso religioso, che si risolve con un tragico conflitto: aver bisogno di dio e doverlo negare.

Poi il rapporto con Nietzsche finì con un burrascoso addio.
A seguito di quel litigio Lou tornò a Berlino con Paul Rèe e rimasero insieme per cinque anni!

Paul morì suicida in un fiume dopo la separazione-rifiuto consecutiva del matrimonio di Salomè con Friedrich Carl Andreas, un professore di lingue orientali. Fu una specie di "matrimonio bianco", atipico… mai consumato.

Rimase la Salomè per molti anni vergine,/fino a 36/ un’unione basata più su un piano intellettuale che fisico. E nonostante le alterne vicende, i numerosi viaggi e le relazioni sentimentali che avevano con terzi, durò molto a lungo.Anche Gerhart Hauptmann se ne innamora e riprodurrà in Einsame Menschen del 1890, una situazione quale si creò tra lo scrittore, marito insoddisfatto e Lou.

Ovviamente lei fu abituata alla scia di uomini al suo seguito.
Venne anche il momento del sesso.. L’occasione le fu data da Friedrich Pineles, un fisico viennese. Doveva essere una storia poco impegnativa, ma dopo una loro vacanza nel Tirolo, Lou si accorse, con grandissima gioia, di essere incinta. Al bambino di Pineles non fu dato a nascere.Un aborto spontaneo.

Nel 1897, Lou è nella pienezza della sua maturità fisica e intellettuale, scrive saggi, narrativa, critiche teatrali, recensioni e articoli su varie riviste: scrivere è per lei una sorta di espediente attraverso il quale “la vita diventa conscia di se stessa". In "Erotismo" Lou delineò il suo pensiero portante sull’amore sessuale…..

Ribadiva con forza che la creazione artistica, il fervore religioso e appunto l’amore sessuale, sono tre aspetti differenti della medesima forza vitale. Coniugando insieme i due aspetti fondamentali della vita: eros e conoscenza.

Nel saggio "L'umano come donna" lei difese l'autonomia e la libertà delle donne, anche se in un passo scrive: "La donna deve assoggettarsi all'uomo con umiltà, spontaneamente e prontamente”. Era convinta che la donna avesse una forza interiore superiore rispetto all’uomo, tale da poter esercitare pienamente entrambi i ruoli. Lei stessa cercò di vivere la sua vita secondo questo convincimento, rendendosi conto che stava solo anticipando i tempi. La sua intensa attività intellettuale la portò a spostarsi spesso nelle grandi città d’Europa dove si respirava lo spirito di fine secolo e soprattutto a conoscere uomini che rimarranno pietre miliari del suo percorso intellettuale...

Nel 1897 conobbe il poeta Rainer Maria Rilke, con il quale visse un intenso rapporto sentimental e spirituale /è probabile addirittura che fosse proprio lui non Pineles il padre del bambino che lei aspettava/

Nel 1911 l’incontro con Freud… Fu in occasione del congresso della società psicoanalitica di Vienna. Diventò sua amica e confidente /Jung diceva anche amante/ tanto che si dedicò totalmente alla psicoanalisi, sia con il lavoro terapeutico che con quello di ricerca.

Al tempo Louise aveva compiuto 50 anni, e quell’incontro lasciò un segno indelebile nella sua vita. Le sue idee la coinvolsero moltissimo, soprattutto nella sua aspirazione di conoscenza profonda di se stessi.

Sebbene dopo l’avvento del nazismo la psicoanalisi vivesse un momento difficile, essendo considerata ‘scienza giudea’, la Salomé continuò ad esercitare la psicoanalisi fino all’ultimo, restando accanto al marito Andreas. Nel 1937, a 76 anni, morì nel sonno.

Certo è che, verso il 1880, non doveva essere facile trovare una donna come lei. Con queste parole la definisce H.P. Peters nel suo My sister, my spose:

“Fu un Faust in gonnella, poco interessata a gingillarsi con parole vuote.
Quello che voleva, era scoprire la forza nascosta che regge il mondo e ne guida la corsa: conoscerla, farla propria, amarla.”

5 comments:

Fer said...

Oh Hanna! It is perfect. Thx very very, very very much, i´m so glad. it is my first poem into italian. Thx. I will put it now. goodnight, and thanks again.
This night I will not sleep

Sandee (Comedy +) said...

Thanks for letting me be your blog of the day. Big hug Hanna. :)

Anonymous said...

necessita di verificare:)

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie

Anonymous said...

Si, probabilmente lo e