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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Saturday, August 2, 2008

La filosofia nel boudoir-De Sade

Se è vero come predisse Apollinaire, che Donatien-Alphonse-Francois De Sade fu profeta dei tempi nostri, conoscere le sue opere complete significa indagare nei meandri piu nascosti dei nostri mali e intenderne le motivazioni.
Fingere d'ignorare il messaggio di Sade sarebbe la scelta peggiore e solo conoscendolo integralmente abbiamo un modo per difenderci dalla "filosofia" sadista, cioè per esorcizzarci un poco da noi stessi e da quei crimini commessi ieri come oggi, che egli- triste e insieme libertino privato della libertà- ha analiticamente elencato in questa settecentesca enciclopedia del male: La filosofia nel boudoir, "La philosophie dans le boudoir"
La letteratura libertina si avvale della parola come di uno strumento efficace, l’erotismo è frutto della descrizione, essa si appunta sui particolari, li moltiplica, costruisce una scena e vi pone degli attori, l’erotismo passa attraverso il filtro dell’immaginazione; esso implica ed esige il doppio della narrazione. Perciò il libertinaggio sussiste come ripetizione di uno schema mediato dall’esterno e riprodotto sotto forma di teatro, di narrazione, di messa in scena di un testo che precede ogni passione. La parola precede l’azione. Inoltre, questa tensione frutto delle parole, è dovuta alla negazione del desiderio da parte del libertino, che si trova così a delegare alle parole il gioco dell’eccitazione...

schiele-man and woman

ULTIMO ATTO

DOLMANCÉ: Ebbene amici miei, nella mia qualità del vostro istitutore, mitigo la sentenza; la differenza tra quelle vostre e la mia consiste nel fatto che le vostre non sono altro che l'effetto di una mistificazione mordace, mentre la mia potrà essere eseguita. Ho di sotto un domestico con uno dei più bei membri creati dalla natura forse, ma che disgraziatamente ha una blenorragia ed è corroso dalla sifilide più terribile di questo mondo. Lo faccio salire, lancerà il suo veleno nei due condotti naturali di questa cara e amabile signora, affinchè, per quanto dureranno gli effetti della crudele malattia, la puttana si ricordi di non disturbare sua figlia quando si farà fottere.(tutti applaudono, si fa salire il domestico, al quale si rivolge il padrone):Laperre, fottete questa donna; è sanissima, e godendo di lei potreste guarire.
Non sono mancati casi del genere.
LAPIERRE: Davanti a tutti, signore?
DOLMANCÉ: Hai pura di farci vedere la tua verga?
LAPIERRE: No, in fede mia! Perche è bellissima...Su, signora. abbiate la bontà di reggervi, vi prego!
MISTIVAL: Santo cielo! che orribile condanna!
EUGÉNIE: Meglio della morte, mamma; almeno quest'estate potrò indossare i miei bei vestiti!
DOLMANCÉ: Divertiamoci nel frattempo; direi di flagellarci l'un l'altro: la signora de Saint-Ange colpirà Lapierre, affinché lo metta con fermezza nella vulva della signora de Mistival; io colpirò la signora de Saint-Ange, Augustin me, Eugénie colpirà Augustin e sarà a sua volta frustata dal cavaliere. ( Dolmancé proseguendo quando tutto è finito:) Bene, esci, Lapierre! Tò, dieci luigi! Oh, perdio! Ecco un'inoculazione come Tronchin non fece mai ai suoi tempi!
SAINT-ANGE: Credo sia importante adesso che il veleno circo­lante nelle vene della signora non esca fuori; di conseguenza, Eugénie deve cucirvi accuratamente la vulva e il culo in modo che il liquido virulento, piu concentrato, meno soggetto all'e­vaporazione, vi consumi le ossa piu in fretta.
EUGÉNIE: Eccellente! Su, ago e filo! ... Aprite le cosce, mam­ma! Vi cucio, cosi non mi regalerete piu né fratelli né sorelle. (Eugénie cuce.)
MISTIVAL: Oh, cielo! che dolore!
DOLMANCÉ (ridendo come un folle): Perdio! idea eccellente! Ti fa onore, Inia cara, non ci avrei mai pensato!
EUGÉNIE: (punzecchiando ogni tanto le labbra della vulva all'interno e il monte di Venere): Non è nulla, mamma; è per provare l'ago.
IL CAVALIERE: La puttanella la fa sanguinare!
DOLMANCÉ (facendosi masturbare da Madame de Saint-Ange, davanti a questa operazione): Sacriddio! come mi eccita que­sto fatto! Eugénie, fate piu punti che potete, così la cucitura tiene meglio.
EUGÉNIE: Ne farò piu di duecento, se occorre... Cavaliere, masturbatemi mentre compio questa operazione.
IL CAVALIERE (obbedendo): Non ho mai visto una fanciulla puttana come questa!
EUGÉNIE (eccitatissima): Meno insulti, cavaliere, o vi pun­zecchio! Pensate a stuzzicarmi come si deve. Un po' anche il culo, angelo mio, ti prego! Ma che hai una mano sola? Non capisco piu nulla, faccio punti a caso... Guardate dove va a ficcarsi l'ago... sulle cosce, le mammelle... Cazzo! che piace­re! ...
MISTIVAL: Scellerata, mi strazi tutta! ... Mi vergogno di averti messa al mondo.
EUGÉNIE: Su, facciamo la pace mammina! ecco, è finita!
DOLMANCÉ (uscendo dalle mani di Madame de Saint-Ange col membro in erezione): Eugénie, dammi il culo, è la mia parte.
SAINT-ANGE: Sei troppo eccitato, la martirizzi!
DOLMANCÉ: E allora? non abbiamo il permesso per iscritto? (La mette a pancia sotto, prende un ago e comincia a cucirle il buco del culo.)
MISTIVAL : Ahi! ahi! ahi! ..
DOLMANCÉ: Zitta, baldracca! ti riduco le natiche in poltiglia... Eugénie, masturbami! ...
EUGÉNIE: Si, ma a condizione che la punzecchiate piu forte, perché mi sembra che la state risparmiando un po' troppo! (Lo masturba.)
SAINT-ANGE: Lavorate di piu su quelle due chiappone!
DOLMANCÉ: Un momento! Ora la crivello come una culatta di bue! Ma tu, Eugénie, che fai? dimentichi le lezioni? non rincappucciarmi la verga!
EUGÉNIE: È che i dolori di questa troia eccitano la mia immaginazione, tanto che non so piu quel che faccio!
(...)
DOLMANCÉ (che ha finito l'operazione, non fa che moltiplicare le punzecchiature sulle natiche della vittima, sborrando): Tri­nità di dio! Cazzo! il mio sperma cola ... si perde, sacriddio! ... Eugénie, dirigilo sulle natiche che martirizzo... Cazzo! cazzo! è fatta... non ne posso piu! ... Perché mai, dopo le piu vive passioni, uno deve sentirsi cosi debole!
SAINT-ANGE: Fottimi, fottimi, fratello! io sborro! ... (Ad Au­gustin) E muoviti tu, cazzone! Non sai che quando sborro vo­glio che uno entri ancor piu nel mio culo?...
com'è dolce essere fottuta da due uomini! (Il gruppo si scioglie.)
DOLMANCÉ: Basta! (A Madame de Mistival) Esci; il cavaliere ti accompagnerà. Saluta la compagnia, puttana! Addio, cavaliere; non fotte­tevi la signora lungo il tragitto: ricordatevi che è cucita e ha la sifilide. (E quando sono usciti.) Noi, amici miei, andiamo a tavola e poi, tutti e quattro nello stesso letto! Questa si che è stata una bella giornata! Non mangio mai meglio, non dormo mai piu tranquillo di quando mi sono macchiato sufficiente­mente di quelli che gli sciocchi chiamano crimini!

4 comments:

Fernando P said...

Hi Hanna! I would like to ask you if you want to do an e-book with your Italian poems and my Spanish poems. Well. see you. besos!! Have a nice weekend!!

kurtvonschleicher said...

Bello il passo, ma un pò monotono de Sade... sono capitato qui per caso cercando la sua bibliografia completa e mi ha fatto piacere leggere questo frammento... alle 3,20 di notte!

HANNA said...

Hmmm, von Kurt,
certo è che leggerlo nel chiasso di mezzogiorno è tutta un altra impressione...
invece le ombre notturne ti fanno tendere e sgocciolare seguendo quei discorsi.
monotono de sade? le volgarità qui sono a mo' di mantra, ti fanno "addomesticare" senza scandalizzare alla fine,
ciao ;)

Anonymous said...

molto intiresno, grazie