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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Wednesday, August 27, 2008

Shall I compare thee...Shakespeare in italiano

SONNET XVIII

Shall I compare thee to a summer's day?
Thou art more lovely and more temperate:
Rough winds do shake the darling buds of May,
And summer's lease hath all too short a date:
Sometime too hot the eye of heaven shines,
And often is his gold complexion dimmed,
And every fair from fair sometime declines,
By chance, or nature's changing course untrimmed:
But thy eternal summer shall not fade,
Nor lose possession of that fair thou ow'st,
Nor shall death brag thou wander'st in his shade,
When in eternal lines to time thou grow'st,
So long as men can breathe, or eyes can see,
So long lives this, and this gives life to thee.



foto bello shakespeareCommento inglese:

This is one of the most famous of all the sonnets, justifiably so. But it would be a mistake to take it entirely in isolation, for it links in with so many of the other sonnets through the themes of the descriptive power of verse; the ability of the poet to depict the fair youth adequately, or not; and the immortality conveyed through being hymned in these 'eternal lines'. It is noticeable that here the poet is full of confidence that his verse will live as long as there are people drawing breath upon the earth, whereas later he apologises for his poor wit and his humble lines which are inadequate to encompass all the youth's excellence. Now, perhaps in the early days of his love, there is no such self-doubt and the eternal summer of the youth is preserved forever in the poet's lines. The poem also works at a rather curious level of achieving its objective through dispraise. The summer's day is found to be lacking in so many respects (too short, too hot, too rough, sometimes too dingy), but curiously enough one is left with the abiding impression that 'the lovely boy' is in fact like a summer's day at its best, fair, warm, sunny, temperate, one of the darling buds of May, and that all his beauty has been wonderfully highlighted by the comparison.



SONETTO XVIII

Ti confronto con un giorno d’estate?
Tu sei più incantevole e più mite.
Violenti venti scuotono i cari germogli di maggio,
E la durata dell’estate ha una scadenza troppo breve.
A volte troppo caldo l’occhio del cielo splende,
E spesso la sua dorata carnagione si oscura;
Ed ogni bellezza dalla bellezza qualche volta declina,
Per caso, o dal mutevole corso della natura privata d'ornamenti;
Ma la tua eterna estate non morirà
Né perderai possesso di quella bellezza che ti distingue;
Fino a quando gli uomini possono respirare o gli occhi vedere,
Fino a quando vive questo, e da questo vita a te.

Commento:
Questo è uno dei più famosi sonetti di Shakespeare.
Il poeta si chiede se possa paragonare il proprio amico ad un giorno d'estate, ma si rende conto che questa comparazione non lo rende degno, la sua dolcezza dura più dell'estate in sè, poichè giornata estiva si trova ad essere carente in molti aspetti che dopo un breve tempo muore con l'autunno. Ogni bellezza è destinata a scomparire e a morire, o per la sorte o per il ciclo naturale: ma il suo amico, paragonato ad una estate eterna, non scomparirà né perderà la sua bellezza né vagherà nell'ombra della morte, poiché la poesia, immortale, gli donerà vita fino a quando gli uomini possono respirare o gli occhi possono vedere, fino a quando vive questo sonetto e questo da vita a te.


VERSIONE FRANCESE
Irai-je te comparer au jour d'été?
Tu es plus tendre et bien plus tempéré:
des vents violents secouent
les chers boutons de mai et le bail
de l'été est trop proche du terme;
Parfois trop chaud
est brillant l'oeil du ciel,
souvent ternie sa complexion dorée,
toute beauté parfois diminue de beauté,
par hasard, ou abîmée au cours changeant de la nature;
Mais ne se flétrira ton éternel été ,
ni perdra possession de ce beau que tu as ,
et ne se vantera la mort que tu erres parmi son ombre,
quand en rimes éternelles à travers temps tu grandiras;
Tant que les hommes respireront et tant que les yeux verront,
aussi longtemps ceci vivra,
ceci donnera vie à toi.

9 comments:

enzorasi said...

Sta scorrendo molta eternità per la blogosfera, si deve essere rotto un argine da qualche parte. E adesso ci arriva addosso tutta questa impossibilità di uccidere il nostro alter ego vanesio della sua incolumità. Sto alla finestra, fingo, ho invitato la mia eternità con le tette a prendere un caffè con il suo finito...è venuta ma aveva capito l'antifona ed è fuggita prima che la uccidessi. Si è portata via il disco di D. Gilmour.

hanna said...

prova prenderla alla rovescia!
la eternità, intendevo ;)

spagna said...

bel blog ... complimenti ... un bacio e se ti va passa a trovarmi nel sito grazieee

enzorasi said...

Già provveduto. Mi ha guardato con sufficienza, l'eternità, e mi ha detto che non è più il momento di Kamasutra fai da te...un bel modo di comunicare che non le piaccio. Sconfitto? Ridefinito direi ma io insisto (per altre vie).

Lynda Lehmann said...

Hello Hanna! How are you?

I love Shakespeare sonnets, though I prefer them in English! ;)

I'm trying to catch up on my blogging and visits. I hope you've had an enjoyable summer!

Lynda xxx

Anonymous said...

imparato molto

Anonymous said...

fantastic sonnet!
WOW!
<3

Anonymous said...

La versione italiana non rende per niente giustizia a questo fantastico sonetto.
Capisco la necessità della traduzione letterale per chi non può goderlo nella lingua originale, però insieme alla musicalità del blank verse se ne va anche buona parte della poesia stessa.

Anonymous said...

ma mancano due di versi alla traduzione !! da : 'nor shall...' a '...growest' !!!