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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Wednesday, October 15, 2008

L come lussuria di Vittorio Sgarbi

Ovvero: il piacere all'eccesso. Non so neppure se è un vizio. Probabilmente è un vizio essere schiavi della lussuria, come esserlo dell'ira. Ma ogni vizio ca­pitale, se si manifesta come fenomeno temporaneo, può avere carattere libe­ratorio. Non è detto che debba assume­re sempre un connotato negativo. Fra i vizi, la lussuria è forse il meno grave: non è detto che il lussurioso sia tale a tempo pieno. Quindi il godere del be­nessere, del piacere di alcuni vizi, in certi momenti può coesistere con il senso del dovere e con quello della misura. La lussuria, a piccole dosi, può essere qualcosa di estremamente positivo. Il piacere di stare tra la lenzuola di lino, per esempio, o il piacere di dormire in un albergo di lusso. Mi ricordo alcune pagine di Goffredo Parise nelle quali lo scrittore raccontava la sua voluttà di alloggiare negli alberghi della Ciga. Era una sua debolezza, ma non poteva essere considerato un limite o un difet­to. Il fatto è che, obiettivamente, in una condizione di privilegio si sta meglio che in una condizione di sofferenza. Compiacersi di quelle condizioni non significa ignorare che altri dormono in tuguri o vivono una vita infelice, ma accettare senza sensi di colpa un modo di vivere più agevole, più comodo, che è, di per sé, fonte di piacere. Nella lus­suria c'è il compiacimento del super­fluo già implicito in quella frase di Re Lear che recita: «Toglietemi il neces­sario, ma lasciatemi il superfluo... La lussuria riguarda tutto quello che non è indispensabile alle nostre esigenze primarie. Tocca una condizione di «supervita... C'è dunque nella lussu­ria un riferimento alla quantità, all'a­vere in più, in opposizione alla qualità, che è l'avere soltanto le cose giuste. Ma ci può essere anche una lussuria della qualità, cioè l'avere molte cose e giuste. La quantità della qualità. E' difficile distinguere un lussurioso posi­tivo da un lussurioso negativo, un tem­perante da un intemperante. Forse, nella lussuria, c'è la continua pulsione ad avere il meglio da tutto. E questo non è un atteggiamento in sé negativo, semmai è un atteggiamento frustrante, perché è difficile avere sempre il me­glio. La quantità crescente di cose mi­gliori è forse una condizione irrag­giungibile. Quando la quantità è gran­de, impedisce di avvertire poi, attra­verso i contrasti, le differenze delle co­se. Perciò, a ben vedere, la lussuria ri­duce un elemento fondamentale del piacere, cioè la sua rarità, la sua conti­nua apparizione e sparizione. Ed è proprio il carattere di eccesso, di so­vrapposizione, a rendere la lussuria li­mitativa del principio del piacere.

Tratto da 'Il pensiero segreto'
di Vittorio Sgarbi

1 comment:

PetMono said...

oh mio, ho pensato questo è stato un capolavoro di Woody Allen. morte da un legnose.