hanna artehanna bionda foto bianco-nero

Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Monday, January 5, 2009

Delitto e castigo - Dostoevskij inglese-italiano

...Improvvisamente s'udi, chiaro, un lieve grido, come di persona che si fosse messa a gemere piano, con voce rotta, poi avesse cessato. Segui un silenzio sepolcrale per un minuto o due. Egli se ne stava accoccolato presso il baule, aspettando, tirando appena il fiato. Poi balzò in piedi di scatto, afferrò l'accetta e usci di corsa dalla stanza.
Nel mezzo della stanza, in piedi, Lizavèta, con un gros­so fagotto in mano, bianca come un panno lavato, guarda­va con stupore la sorella morta, come se le mancasse la forza di mandare un grido. Visto il giovane, che veniva fuori di corsa, prese a tremare come una foglia e su tutto il viso le passarono dei fremiti convulsi. Sollevò un braccio, fece per aprire la bocca, ma non gridò e, lentamente, indietreggiando, cominciò a scostarsi da lui e ad andare ver­so un angolo. E intanto lo guardava sempre fissamente, insistentemente, senza gridare, come se per gridare non avesse fiato abbastanza.
Egli le si lanciò contro con l'ac­cetta in pugno: le labbra di lei si strinsero tristemente, come fanno quelle dei bambini piccoli, che cominciano ad avere paura di qualche cosa e guardano fissi l'oggetto che li spaventa e si preparano a urlare. Quella disgraziata Li­zavèta era a tal punto semplice d'animo, inebetita e terro­rizzata, che non alzò nemmeno la mano per proteggersi la faccia, sebbene questo fosse il gesto necessario e più natu­rale in quel momento, poiché proprio all'altezza della sua faccia era levata l'accetta. Sollevò soltanto, appena appe­na, la mano sinistra, che era libera, ma la tenne lontana dal viso e la tese lentamente verso di lui, come per respinger­lo.
Il colpo, dato col taglio dell'accetta, le calò diritto sul cranio e le spaccò in una volta sola tutta la parte superiore della fronte, quasi fino all' occipite. La donna cadde subito a terra. Raskòlnikov stava per perdere completamente il controllo di sé, afferrò il fagotto della morta, poi lo buttò via e corse nell'anticamera.
Il terrore lo invadeva sempre più, specialmente dopo quel secondo assassinio, proprio impreveduto. Voleva fuggir di lì al più presto...

Delitto e castigo (in russo, Преступление и наказание, Prestuplènie i nakazànie) è un romanzo scritto nel 1866 dallo scrittore russo Fëdor Dostoevskij. Insieme a Guerra e pace di Lev Tolstoj, questo libro fa parte dei romanzi russi più famosi ed influenti di tutti i tempi. Esso esprime i punti di vista religiosi ed esistenzialisti di Dostoevskij, con una focalizzazione predominante sul tema del conseguimento della salvezza attraverso la sofferenza.

VERSIONE INGLESE:
...All at once he heard distinctly a faint cry, as though someone had uttered a low broken moan. Then again dead silence for a minute or two. He sat squatting on his heels by the box and waited holding his breath. Suddenly he jumped up, seized the axe and ran out of the bedroom.
In the middle of the room stood Lizaveta with a big bundle in her arms. She was gazing in stupefaction at her murdered sister, white as a sheet and seeming not to have the strength to cry out. Seeing him run out of the bedroom, she began faintly quivering all over, like a leaf, a shudder ran down her face; she lifted her hand, opened her mouth, but still did not scream. She began slowly backing away from him into the corner, staring intently, persistently at him, but still uttered no sound, as though she could not get breath to scream.
He rushed at her with the axe; her mouth twitched piteously, as one sees babies' mouths, when they begin to be frightened, stare intently at what frightens them and are on the point of screaming. And this hapless Lizaveta was so simple and had been so thoroughly crushed and scared that she did not even raise a hand to guard her face, though that was the most necessary and natural action at the moment, for the axe was raised over her face. She only put up her empty left hand, but not to her face, slowly holding it out before her as though motioning him away.
The axe fell with the sharp edge just on the skull and split at one blow all the top of the head. She fell heavily at once. Raskolnikov completely lost his head, snatching up her bundle, dropped it again and ran into the entry.

Fear gained more and more mastery over him, especially after this second, quite unexpected murder. He longed to run away from the place as fast as possible...


The first of Dostoevsky's masterworks, "Crime and Punishment" presents the powerful story of Raskolnikov, who reasons that intellectually "superior" men like himself can and must transcend conventional moral law. To test his theory, he devises the perfect murder. What follows is a nightmare world of bitterness and torment, and one of the most gripping crime stories of all time.

No comments: