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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Thursday, January 15, 2009

Sex appeal di Obama, David Mendell

Gestire il sano ego di Obama è stato uno dei compiti più difficili per il suo staff e i suoi consulenti. Come ammette anche Obama, sua ma­dre ha fatto di tutto per alimentare la sicurezza in se stesso del figlio. La donna si preoccupava perché Obama era cresciuto senza il padre e perché, essendo meticcio, poteva cadere vittima della mancanza di fiducia in se stesso.
"E quindi, non c'è affatto carenza di autostima" -mi ha detto Obama con un sorriso ironico.
In un politico, l'ostentazione di un ego smisurato può essere fastidio­sa e costare il sostegno degli altri: media, colleghi e soprattutto elettori. Ci sono stati dei momenti in cui mi sono ritrovato a tentare di frenare l'ego di Obama. Nel gennaio 2004, per esempio, il Chicago Sun-Times raccontò una storia sui più importanti politici della zona di Chicago dotati di quello che il giornale definiva quel non so che. Diceva il giornale:
Alcuni politici lo comprano. Altri lo noleggiano. Altri se lo guadagnano. Ma per questo gruppo [...] non ci vuole uno spin doctor. Chiamatelo "carisma", se volete. Chiamatelo "imballaggio" se avete vo­glia d'essere cinici. Ma c'è una cosa che cerchiamo nei nostri candidati politici, che lo ammettiamo o meno: "sex appeal".
Bill Clinton era il primo della lista tra i politici che stuzzicavano la libido, stando a quanto sostenevano i giornali. Ma a Chicago, Obama rientrava in quella dozzina di politici che avevano quel non so che. Sotto la lusinghiera foto di Obama che sorride sicuro di sé, il Sun-Times diceva senza mezzi termini:
Il primo presidente africano-americano della Harvard Law Review ha un sorriso da divo del cinema e un bel po' di fascino. E poi ci piace pronunciare il suo nome. Stiamo pensando di usarlo come mantra.
Ci si può solo immaginare la reazione di Michelle, lei che considera­va sua personale missione impedire che l'ego del marito si espandesse oltre ogni misura. L'atteggiamento di Obama di fronte a questa storia fece senza dubbio strabuzzare gli occhi ad alcuni suoi collaboratori. Obama arrivò nel suo ufficio elettorale con una copia del giornale pie­gato sottobraccio, aperto proprio dove c'era l'articolo. E tutto gongo­lante dichiarò:
"Ve l'avevo detto che ho quel non so che!"
Quando quel giorno tirai fuori questa storia con uno dei suoi colla­boratori, mi rispose:
"Per l'amore del cielo, non ne parlare con lui. Se ne va in giro per l'ufficio con un sorrisone stampato in faccia dicendo:
Ce l'ho, ce l'ho!.
Senz'altro non ha bisogno che altri gli rafforzino la consapevolezza d'essere dotato di "quel non so che".
....
Adesso, tutte le volte che Obama si presentava in pubblico, e non solo alle manifestazioni politiche, gli veniva chiesto di firmare una valanga di autografi. E quel suo non so che era diven­tato quasi un problema per la sua vita coniugale. Michelle Obama era abituata al fatto che le donne trovassero attraente suo marito, ma era sicura della sua fedeltà. Dan Shomon, che era divorziato, diceva che in società era difficile essere amico di Obama perché attirava l'attenzione di tutte le donne, anche se in modo del tutto involontario.
"Sicuramen­te non avevi voglia di averlo attorno a una donna con cui volevi uscire. Era la peggiore spalla al mondo" - raccontava Shomon. "Tutte le donne si innamoravano di lui."
Questa equazione si sarebbe semplicemen­te allargata a tutta la popolazione dell'Illinois man mano che Obama diventava sempre più famoso. Michelle, consapevole della devozione di Obama nei suoi confronti, riusciva di solito a ignorare l'adulazione delle donne per suo marito. Ma la crescente popolarità di Obama in Illinois, la spinse a porsi delle domande. Un' amica una volta le raccon­tò che aveva sentito due donne in palestra che parlavano di Obama. "Dai, andiamo giù a vedere Obama che si allena" aveva detto una delle donne tutta entusiasta all' altra.
Con le donne che fanno tutto il possi­bile per guardare tuo marito che corre su una pedana, sarebbe strano non sentirsi un po' a disagio. Ne parlai con la Jarrett e le chiesi come si destreggiasse Michelle in questa situazione. La Jarrett fu schietta.
"Obama sa che se combina guai, lei lo pianta. Sai, prima lo ammazza... e poi lo pianta" - disse la Jarrett con una risata...

tratto dal libro "OBAMA - storia dell'uomo che fa sognare l'America" di David Mendell.
Il libro è scritto malissimo, ma che comunque ci riesce dare grandiosa idea del personaggio principale.

"I Got a Crush...On Obama" By Obama Girl


1 comment:

duwi66 said...

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