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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Sunday, March 29, 2009

Oscar Wilde al Vaticano

Oscar Wilde, grande scrittore e poeta dell’800, ma anche storica icona omosessuale della cultura europea, fa breccia in Vaticano. Le sue massime - provocatori aforismi del tipo "Posso resistere a tutto, ma non alle tentazione", oppure "L’unico modo di liberarsi di una tentazione è abbandonarsi ad essa" - sono state prese a modello in un libro scritto da un alto esponente della curia per dare una scossa a fedeli cristiani intiepiditi e uomini di buona volontà.
Un obiettivo indicato fin dal titolo, "Pro-vocazioni", e dal sottotitolo, "Aforismi per un cristianesimo anticonformista" (Editrice Rogate). Ne è autore uno dei più stretti collaboratori di papa Benedetto XVI, il padre rogazionista Leonardo Sapienza, addetto al protocollo della Prefettura della Casa Pontificia. Il libro contiene un migliaio di frasi a carattere morale suddivise in 443 paragrafi selezionati in ordine alfabetico.
Quasi un mini vocabolario con le più importanti massime wildiane, insieme ai pensieri di un altro autore, meno noto, ma anch’esso dotato di una indubbia forza provocatoria, Nicolas Gomez Davila, scrittore cristiano colombiano scomparso nel 1994. Dei due, a sorprendere di più è certamente la presenza di Wilde, nato a Dublino, in Irlanda, il 16 ottobre 1854 e scomparso a Parigi il 30 novembre 1900, a soli 46 anni, convertitosi al cattolicesimo in punto di morte, dopo una vita di eccessi e di provocazioni nella Inghilterra vittoriana, ma costellata anche da grandi successi letterari.
Benché sposato e padre di due figli, Wilde fu condannato a 2 anni di lavori forzati per una relazione omosessuale col giovane lord Alfred Douglas. Aspetti - questi ultimi - non contemplati nel libro, nel quale l’autore preferisce invece delineare "la forza apparentemente paradossale" delle provocazioni del padre di "Ritratto di Dorian Grey". Padre Sapienza di propone di stimolare il "risveglio" di determinati ambienti cattolici, perché - come si legge nella prefazione citando Kierkegaard - "il cristianesimo doveva essere una cura radicale; invece se ne è fatto uno di quei rimedi che si usano contro il raffreddore".
Da qui l’avvertimento di padre Sapienza: "Dobbiamo essere una spina nel fianco" per muovere le coscienze e per fronteggiare quello che oggi è il nemico numero uno della religione: l’indifferenza. Male particolarmente temuto da Benedetto XVI. Così la Santa Sede sembra ora riabilitare una figura scomoda come Wilde, scrittore "dotato di una intelligenza folgorante - scrive Sapienza - autore mordace, sarcastico e provocatorio, vissuto perigliosamemte e un po’ scandalosamente, ma che ha lasciato nelle sue pagine motti taglienti".
Articolo di Orazio La Rocca tratto da la Repubblica

E infine, convertito, ha scritto cose superbe sulla sofferenza di Cristo urlando il suo "De profundis"

4 comments:

Franca said...

Il mio sentimento a riguardo è di profondo fastidio, con virate decise verso il disgusto..l'unica"Sapienza",nonchè preoccupazione primaria della chiesa nel suo complesso, è quella di mantenere Cristo in croce con approvazione popolare.
Altro che Wilde..!

HANNA said...

Ciao Franca!
unica via sarebbe sdoppirci
o
uscire da sè;
come dice nietzsche.
tutto corre..è quasi impossibile non approvare papa benedetto senza la veste di armani..
eppure, eppure..
nemmeno la chiesa sa essere ne salda nella sua dottrina ne privata di youtube;
ne con preservativo e nemmeno ignara di wilde,
da una parte antica dall'altra moderna..
ed è questo il bello ;)
grazie per essere venuta (((HUGH)))

Franca said...

Sul "bello" avrei qualche riserva..! :))
ciao
Franca

Anonymous said...

Perche non:)