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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Sunday, May 10, 2009

Festa della mamma nei quadri e di Shakespeare sonetto III

Guarda allo specchio e dì alla visione del volto
che ormai è il tempo di creare un altro viso,
del quale la freschezza se non rinnovi ora
inganni il mondo e dissacri qualche madre.
Vi è forse donna tanto pura il cui illibato grembo
disdegni il seme della tua virilità?
O forse uomo tanto folle da voler essere la tomba
del suo proprio amore per non aver progenie?
Tu, arte della tua madre riflessa, e come lei in te
richiama il delizioso Aprile della sua primavera,
così dalla vetrina della tua età consumata vedrai
a dispetto delle rughe, questo tuo tempo d'oro.
Ma se la tua vita non dovesse essere rimembrata,
muori solitaria e con te immagine tua morirà.
- William Shakespeare





SONETTO III
Look in thy glass, and tell the face thou viewest
Now is the time that face should form another;
Whose fresh repair if now thou not renewest,
Thou dost beguile the world, unbless some mother.
For where is she so fair whose unear'd womb
Disdains the tillage of thy husbandry?
Or who is he so fond will be the tomb
Of his self-love, to stop posterity?
Thou art thy mother's glass, and she in thee
Calls back the lovely April of her prime:
So thou through windows of thine age shall see
Despite of wrinkles this thy golden time.
But if thou live, remember'd not to be,
Die single, and thine image dies with thee.

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