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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Tuesday, June 9, 2009

Jose Saramago impariamo amore e passioni, poesia portoghese tradotta

"APRENDAMOS, AMOR…"

Aprendamos, amor, com esses montes
Que, tão longe do mar, sabem o jeito
De banhar no azul dos horizontes.

Façamos o que é certo e de direito:
Dos desejos ocultos outras fontes
E desçamos ao mar do nosso leito.

"IMPARIAMO, AMORE..."

Impariamo, amore, da questi monti
Che, così distanti dal mare, sanno il gesto
Di bagnare nell'azzurro gli orizzonti.

Facciamo ciò che è giusto e di retto:
Da desideri occulti altre fonti
E scendiamo al mare dal nostro letto.




L'immaginazione e l'umana partecipazione, non priva di senso dell'humour, con la quale Saramago "ci mette in grado di comprendere realtà difficili da percepire" è una delle ragioni che ha spinto l'Accademia Reale di Svezia ad assegnare allo scrittore portoghese il Premio Nobel 1998 per la Letteratura. Stoccolma ha voluto premiare, assieme alla sua qualità di scrittore, anche l'uomo delle battaglie sociali e dei diritti civili.
   
    Tutta la vita e l'arte di Saramago sono state consacrate alla presa di coscienza e alla lotta contro l'ingiustizia, la disuguaglianza e la miseria. Di origine povera, José Saramago nasce ad Azinhaga, in Portogallo, il 16 novembre 1922. All'età di tre anni si trasferisce con la famiglia a Lisbona. Costretto ad abbandonare gli studi universitari per difficoltà economiche farà mille mestieri prima di approdare definitivamente in campo editoriale, il fabbro, il disegnatore, il correttore di bozze, il traduttore e il giornalista. Negli anni della dittatura di Salazar è strenuo oppositore del regime che a sua volta lo osteggia nella sua attività giornalistica. Iscritto al Partito Comunista Portoghese dal 1959, diventa negli anni Sessanta uno dei critici culturali più affermati del suo paese e nel 1966 pubblica la sua prima raccolta di poesie, I poemi possibili. Durante la lunga esperienza in casa editrice come direttore letterario e di produzione, Saramago pubblica poesie, cronache, testi teatrali, novelle e romanzi.
   
    Il giro di boa nella produzione letteraria di Saramago avviene nel 1974, anno della caduta della dittatura di Salazar. La preoccupazione nei confronti della società moderna totalmente indifferente ai problemi attinenti alle questioni sociali è il tema dominante di tutta l'opera dello scrittore, che non ha mai nascosto le sue simpatie nei confronti di un comunismo libertario. Simpatie che hanno suggerito al Vaticano di commentare negativamente l'attribuzione del Nobel allo scrittore e di attaccare la decisione dell'Accademia svedese, dalle pagine dell' "Osservatore Romano", definendo lo scrittore "un vetero-comunista" animato da una "visione sostanzialmente anti-religiosa" dei problemi e giudicando il suo libro Il vangelo secondo Gesù Cristo (1991) blasfemo e sacrilego.
    ...

2 comments:

IB said...

Oggi 18 giugno intorno alle ore 13 è morto nella sua residenza a Tias, nelle Isole Canarie, lo scrittore portoghese e premio Nobel, José Saramago. Saramago era affetto da leucemia cronica. Al suo capezzale c’era la moglie, Pilar del Rio. Saramago avrebbe compiuto 88 il prossimo 16 novembre. Poeta, romanziere e giornalista, è stato l’unico autore di lingua portoghese ad avere ricevuto il Nobel. Ateo confesso, ebbe problemi con il governo portoghese che rifiutò di presentare il suo Vangelo secondo Gesù Cristo al Premio Letterario Europeo, abbandonando per protesta il Paese e trasferendosi a Lanzarote.
Saramago era nato ad Azinhaga, in Portogallo, nel 1922.

HANNA said...

Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono. E anche loro possono prolungarsi in memoria, in ricordo, in narrazione. Quando il viaggiatore si è seduto sulla sabbia della spiaggia e ha detto: "Non c'è altro da vedere", sapeva che non era vero. Bisogna vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si è visto in estate, vedere di giorno quel che si è visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l'ombra che non c'era. Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre. Il viaggiatore ritorna subito.