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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Tuesday, July 21, 2009

Turismo sessuale, Pussy Club e bordelli low cost in Germania

Bordelli low cost, in Germania sesso no limits a 70 euro.Pacchetto anticrisi con lo slogan: "Sesso con tutte le donne, fino a che volete, ogni volta che volete e come volete".
Nasce il sito dedicato al turismo sessuale. Locali, bordelli, percorsi del sesso dentro e fuori dall'Europa.

Ma i sindacati delle prostitute sono seriamente preoccupati per la situazione economica.La crisi si fa sentire, anche per il mercato del sesso. Anche in Germania, dove la prostituzione è legalizzata. Quattrocento mila prostitute pagano le tasse e fanno il loro mestiere nei quartieri previsti dal piano di edilizia sessuale. Il governo, secondo i numeri, incassa milioni dalle tasse sulla prostituzione. Il fatturato si aggira sui 14 miliardi di euro all’anno.
D'altra parte i numeri parlano chiaro: con la crisi gli incassi sono diminuiti del 30 per cento. E così i gestori si sono attrezzati con prezzi stracciati per gli instancabili amanti del sesso no limits: "Se un ottico o un negozio di elettronica può fare delle promozioni speciali perché noi non dovremmo"?, si è chiesta Stephanie Klee, prostituta ed ex leader dell’associazione tedesca delle sex workers.
Succede che le case del sesso sono in crisi dal momento che i tedeschi e i turisti hanno tagliato molte spese voluttuarie. In più, sono imprese che, se anche falliscono non costituiscono un «rischio sistemico» all’economia tedesca, cioè non minacciano di fare fallire a catena altre attività: quindi non hanno accesso agli aiuto di Stato contro la recessione. Devono trovare vie nuove per attrarre o almeno mantenere stabile la clientela. Così i bordelli Pussy Club (info su pussyclub.eu) si è inventata i bordelli low cost: sesso a volontà e a prezzo fisso, senza limiti di tempo e di fantasia: sex-flatrate per 70 euro al giorno.
Nei bordelli Pussy Club ci sono almeno venti, trenta ragazze sempre in canna, che si alternano dalla mattina fino all’alba. Per lo più sono straniere, giovani, di origine esotica. Guadagnano dai 3.500 ai 7.000 euro al mese. Molto richiesti anche i maschietti. Di norma, la tariffa è a consumo. A partire da un minimo di 30 euro per una breve prestazione essenziale, con ristoro di acqua minerale. Oltre lo standard minimo, il tassametro del bordello sale in base all’intensità dell’amplesso mercenario e la bevanda analcolica gratuita è a libera scelta. Ma ora tutto cambia, con la tariffa fissa: 70 euro per fare sesso quanto vuoi dalle 10 di mattina 4 del pomeriggio, con drink e aperitivo gratis.

Ma, come nei supermercati, ci sono anche le super offerte: il lunedì, per esempio, c’è la riduzione “dopolavoristica” del 25-30 per cento. Ai pensionati ultrasessantacinquenni si concede di norma uno sconto di 5 euro. Non solo: con la sex-flatrate si ha diritto a fare sesso contemporaneamente con due prostitute. Lo svago è a tutto campo. Tariffa speciale per coppie: la donna entra gratis.

Ora però tutto il sistema di risparmio rischia di entrare in crisi. Sei consigliere comunali hanno scritto addirittura alla cancelliera Angela Merkel affinché proibisca la sex-flatrate. È stato sollecitato un intervento anche da parte della magistratura. "La formula sessuale del tutto compreso a totale piacimento offende anche la dignità delle meretrici - protesta la suora Lea Ackermann, attivista del movimento Solwodi contro la prostituzione Perché, con questo sistema, le ragazze devono sempre acconsentire e non sono più libere di rifiutare un cliente o una prestazione sgradita".
Parecchi politici e le organizzazioni di difesa della dignità della donna hanno protestato. Il ministro della Giustizia del Land Banden-Württemberg, Ulrich Goll, ha sostenuto che nel modo in cui i bordelli fanno pubblicità «c’è una violazione della dignità umana delle prostitute che lavorano lì». In qualche modo vanno fermati. Il ministro degli Interni dello stesso Land, Heribert Rech, ha aggiunto che «il prezzo suggerisce che lì le donne sono sfruttate».
È così partita una retata di massa, effettuata da 700 poliziotti in numerose città. Due bordelli sono stati chiusi per cattive condizioni igieniche e sospetto sfruttamento di lavoratrici emigrate clandestine. La vicenda, però, non sembra chiusa.
Un gruppo di 77 lavoratori e lavoratrici di questi club ha pubblicato a pagamento sui giornali un atto d’accusa contro le autorità: dietro gli attacchi alla flat rate, dicono, c’è l’obiettivo di mettere al bando le case di piacere. Patricia Florieu, una delle responsabili della catena Pussy Club, sostiene che la flat rate non è niente di strano. I clienti, chiarisce, raramente vanno oltre le due sessioni di incontri sessuali, ragion per cui le donne non sono costrette a fare più lavoro di prima. «Semplicemente, porta più clienti – ha spiegato –. Difficilmente qualcuno lo può fare più di due volte. Di base, quindi, la flat rate si riduce a una birra gratis».
da affari italiani e corriere

1 comment:

Mary said...

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