hanna artehanna bionda foto bianco-nero

Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Friday, August 14, 2009

After Dark di Haruki, Love hotel Alphaville e un libro per vacanze

AFTER DARK
" - Senta, volevo gia chiederglielo prima, - fa Mari - Perchè l'albergo si chiama l'Alphaville?
- Mah, non saprei. L'avrà scelto il capo. I Love Hotel hanno tutti dei nomi del cavolo. Tanto sono posti dove un uomo e una donna vengono solo per fare quello: basta che ci siano il letto e il bagno, del nome non gliene frega niente a nessuno. Perchè lo vuoi sapere?
- Perchè l'Alphaville è uno dei miei film preferiti. Un film di Jean Luc Godard.
- Mai sentito.
- E' un vecchio film francese. Degli anni sessanta.
- Allora il capo l'avrà preso da li. Quando lo vedo glielo chiedo. E cosa significa Alphaville?
- E il nome di una città immaginaria in un prossimo fu­turo.
- Ah, è un film di fantascienza? Tipo Guerre stellari?
- No, non è di quel genere. Non è un film d'azione, con effetti speciali... non so spiegarmi bene, ma è un film ideologico. In bianco e nero, con tanti dialoghi, di quelli che danno nei cinema d'arte e d'essai.
- Come, ideologico?
- Tipo, ad Alphaville le persone che piangono vengo­no arrestate e punite pubblicamente.
- Perché?
- Perché ad Alphaville nessuno deve provare emozio­ni profonde. Quindi non esistono sentimenti come l'amo­re. E nemmeno la contraddizione o l'ironia. Tutte le cose vengono regolate usando una formula matematica, secon­do uno schema centralizzato.
Kaoru aggrotta la fronte.
- L'ironia? Cosa vuoi dire? I
- Osservare noi stessi, o quel che ci appartiene, in maniera obiettiva. Oppure osservare le cose da un punto di vista opposto e contrario, e trovarci qualcosa di ridicolo.
Kaoru riflette un po' sulla spiegazione di Mari.
- Be', non è che mi sia proprio chiaro. Comunque in questa città, Alphaville, il sesso esiste?
- Si, il sesso esiste.
- Un sesso che non ha bisogno né di amore né di ironia.
- Già.
Kaoru fa una risata sarcastica.
- A pensarci bene, come nome per un love hotel è per­fetto.
Nel locale entra un uomo di mezza età dall'aria distin­ta, mingherlino, che va a sedersi all'estremità del banco. Ordina un cocktail e si mette a parlare a bassa voce col ba­rista. Sembra un cliente abituale...."
frammento del libro "After dark" di Murakami Haruki


Alphaville - film di Jean-Luc Godard

No comments: