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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Thursday, September 3, 2009

Bacio di Michael Jackson con Lisa Presley, youtube

In questo video Michael Jackson e Lisa Marie Presley, sposi novelli, sono apparsi per la prima volta insieme in tv. E stato alla cerimonia di consegna dei premi "Mtv video music", al Radio City Music Hall di New York. Cerimonia che la chiacchierata popstar e la figlia del mitico Elvis hanno aperto scambiandosi un lungo bacio tra gli applausi scatenati del pubblico. Michael Jackson e Lisa Presley sono apparsi lievemente nervosi.





Lisa Marie, unica figlia di Elvis Presley e di Priscilla Beaulieu, era nata a Nashville il primo febbraio 1968, dieci anni dopo il re del pop. Cresciuta a Graceland, faraonica residenza del padre a Memphis, nel Tennessee, piccolissima indossava gioielli tempestati di diamanti, pellicce di ermellino, viaggiava con un jet privato che portava il suo nome.
Quando i genitori divorziarono Lisa Marie aveva quindici anni e da 1 anno faceva uso di stupefacenti. Inizialmente si divise tra il castello di Graceland e la residenza agiata della madre a Beverly Hills; infine nel 1977, alla morte di Elvis Presley, si trasferì a Los Angeles dalla mamma alla quale, sconvolta dal lutto, non perdonò mai la relazione con l’attore Michael Edwards, che arrivò ad accusare di molestie.

Lisa aveva sempre e solo conosciuto il lusso pacchiano, sicché quando mise piede per la prima volta a Neverland, trovò familiare quella tenuta sterminata, zeppa di stranezze: se il papà, re del rock and roll, s’era fatto una reggia, perché non doveva quello del pop? Elvis Presley adorava i Luna Park, Michael Jackson ne aveva voluto uno in casa, cosa c’era di straordinario? Lisa sperava nella carriera di cantante e la strada che poteva spianarle Jacko si aggiungeva a quella tracciata da suo padre. Michael accanto alla figlia di un mito cresceva nella considerazione agli occhi del mondo, indispensabile punto d’appoggio per farlo ricredere. Lisa Marie non indagò mai su Jordan Chandler: i suoi genitori si erano lamentati sempre della stampa e lei non vi prestava attenzione. Credeva a Michael. Chi parlava ossessivamente del caso giudiziario era lui: si era sentito tradito, pugnalato, sfruttato da chi aveva beneficiato in cambio di un po’ d’affetto. Si disperava. Lisa era preoccupata per la sua farmacodipendenza, situazione che lei aveva superato non senza sofferenza.
Un giorno in cui Jacko e Lisa, seduti a Neverland, chiacchieravano ascoltando musica, lei si alzò, andò alla libreria, prese “Moonwalk”, autobiografia del cantante pubblicata qualche anno prima, l’aprì e lesse a voce alta:
- Il modo in cui Elvis si è distrutto con le proprie mani mi affascina perché non vorrò mai seguirlo su questa strada – tornò ad accomodarsi accanto a lui – lo pensi davvero? Sono parole tue?
- Certo – rispose Michael guardandola sorpreso.
- Se non vuoi distruggerti come mio padre, con i farmaci devi smetterla…
- Ci sto provando…
Lisa sentiva il desiderio di salvare quel “povero” ragazzo: non c’è molla più vitale tra tossicodipendenti del desiderio sincero, quasi sempre insufficiente, di redimere l’altro che ancora affonda.
- So quanto soffri… lo sai che sono stata espulsa dal college perché mi avevano trovato la cocaina?
- Davvero?
- Credevo che la vita con Danny fosse un’ancora di salvezza ma sono rimasta delusa – Lisa si riferiva al matrimonio con il musicista Denny Keough, dal quale era fresca di separazione malgrado i due figli.
- Se stata male per lui?
- Ovvio… e pensare che all’esterno ci invidiano, per loro siamo speciali… anzi dobbiamo nascondere i nostri veri problemi… questo ci rende più infelici, non trovi?
- La felicità esiste?
- Qualche volta sì… - Lisa Marie lo strinse tra le braccia, teneramente, poi lo baciò, tremante e disarmata come un bambino.

Michael Jackson aveva paura delle donne. Lo stereotipo femminile interiorizzato era quello delle spogliarelliste incontrate in età troppo tenera: con tanto di pelo sullo stomaco, disposte a vendersi per danaro. Poi c’era la madre che gli aveva istillato sul sesso un deleterio senso di colpa, che bollava tutte di sporcizia e interesse. Lisa Marie Presley, milionaria non sospettabile di calcoli, una che come lui avrebbe dovuto stendere un contratto matrimoniale con diritti, doveri e divisione dei beni, figlia di un mito che portava lustro al suo cognome, poteva offrirgli rinnovata credibilità attraverso una relazione normale. Doveva cogliere l’occasione. Michael ci pensò, non senza travaglio interiore. Dopo quattro mesi di frequentazione, nella speranza di dare una svolta alla sua vita, con la determinazione con cui si contratta un affare, uno sposalizio tra dinastie, fece a Lisa questa telefonata:
- Ti ho pensata tanto… tu?
- Puoi dubitarne?
- Siamo così simili…
- Nel bene e nel male…
- Se ti proponessi di sposarmi cosa diresti?
- Direi di sì.
Venti giorni dopo aver ottenuto il divorzio dall’ex marito Lisa Marie Presley convolò a nozze con Michael Jackson a Conception de la Vega, a Santo Domingo, nel lussuosissimo residence Casa de Campo con piscine, campi da golf, ristoranti, centri benessere, camere, suites favolose. Era il 26 maggio 1994.

Hugo Alvarez Perez, il giudice incaricato di officiare la cerimonia non conosceva l’identità degli sposi. Vide una coppia in nero: smilzo lui, lei aggraziata e non bellissima, body gard nerboruti, tizi in cravatta da avvocato. Quando si accorse che lo sposo, con occhiali a specchio, aveva del rossetto rosso fuoco sulle labbra, sconcertato, allargò gli occhi. Hugo Francisco Halvarez Perez lesse la formula e scoprì, stupito e onorato, le loro identità:
- Vuoi tu Michael Jackson prendere questa donna come tua legittima sposa?
- Be’, perché no? – Jacko sorrise e gli altri con lui.
- Vuoi tu Lisa Marie Presley…
Hugo Francisco Halvarez Perez terminò uno dei riti più insoliti che avesse celebrato e pensò: “Chissà se dureranno questi due”. Non ci avrebbe scommesso, tanto gli erano sembrati eccentrici e pretenziosi e, ciò malgrado, inspiegabilmente smarriti.

I figli di Lisa Marie, Danielle e Benjamin, seguiti dalla bambinaia, scorrazzavano davanti alla veranda di Neverland. Jacko amava i suoi bambini e si divertita vedendoli ridere soddisfatti quando venivano messi sui cavalli della giostra. Quel giorno, inzuppati dalle pistole ad acqua, piangevano. Liza strillava alla baby sitter qualcosa che Michael non comprese, si avvicinò a sua moglie:
- Mi piacerebbe avere dei figli un giorno…
Lei lo guardò incerta:
- I figli sono una responsabilità, due sono già troppi…
- Io non ne ho nessuno…
- Che dici?! Neverland trabocca di ragazzini, anzi stai più con loro che con me!
- Un figlio biologico è un’altra cosa – disse Michael
Una domestica di colore si affacciò in quell’istante:
- Miss Lisa al telefono c’è il vostro addetto stampa.
La ragazza prese la comunicazione:
- Hallo?
- Ormai anche i sassi sanno ogni cosa – disse al di là del filo una voce maschile riferendosi al matrimonio tra lei e Michael – pare che una pattuglia di reporter si sia recata nella repubblica Dominicana, abbia rintracciato Perez e sia riuscita ad avere una copia del certificato di matrimonio.
- Non mi dire!
- Hanno anche fatto vedere i documenti agli stessi grafologi che esaminarono la grafia di Hitler…
- Non si riesce a tener segreto proprio niente… che facciamo?
- Butto giù un comunicato.
Il primo agosto 1994, uno stringato comunicato, scritto dal Pr e firmato Lisa Marie Presley, annunciava al mondo quel segreto durato appena tre mesi: “Il mio matrimonio si è tenuto nel corso di una cerimonia privata svoltasi fuori degli stati Uniti qualche settimana fa. Io e mio marito stiamo guardando al futuro, progettando una famiglia e una sana e felice vita insieme”.

Nel settembre del 1994 Michael e Lisa aprirono entrambi la serata degli MTV Video Music Awards al Radio City Music Hall di New York La loro prima uscita pubblica, nella quale suggellarono con un bacio storico, davanti a milioni di telespettatori, la sacralità dell’ unione. Molti però continuarono a dubitare….

Per dimostrare l’autenticità della loro relazione l’anno seguente comparvero insieme nel video del nuovo singolo dell’artista “You are not alone”. Indossavano solo asciugamani annodati in vita, si baciavano, gridavano al mondo come, nella loro eccezionalità, fossero una coppia affiatata, anzi normale.
Il loro matrimonio duro' fino a gennaio 1996.
Lei non voleva dargli dei figli.

7 comments:

Anonymous said...

molto intiresno, grazie

Gaia said...

Gennaio 2006?!?! Ma quando mai?! Michael e la presley hanno divorziato nel 1996! Poi nel 1997 Michael sposò l’infermiera debbie rowe con cui ebbe Prince e Paris (i primi 2 figli). Michael e la rowe divorziarono nel 1999. Non ci azzecca niente il 2006, non so da dove ti sia uscito
2 - nel video di You are not alone Michael e lisa non si baciano.
3 - smettila di chiamarlo “jacko” e portagli rispetto!!

HANNA said...

yess gaia! hai ragione, l'ho corretto..grazie del commento

Gaia said...

grazie hanna e scusami, rileggendo il commento mi sembra di essere stata un po' scorbutica..é che Michael ha avuto una vita tutt'altro che facile, io sono pazza di lui e ogni piccola imprecisione (ma più che altro le cose inventate) mi fa saltare i nervi..in questo caso ciò che più mi aveva fatta arrabbiare è il fatto che lo chiami sempre "jacko" e non è affatto rispettoso, anche perchè lo sai cosa significa, l'hai pure scritto..
saluti

HANNA said...

scusami ancora Gaia! ma vedi, maggior parte del post l'ho copiata da un sito inglese traducendo senza troppi complimenti perche il tema è assai "fruttuoso" e mi dispiace per quelli come te che amano e provano sentimenti puri e nn come noi che guardiamo quanti ci cliccano per la pubblicita allegata...porta pazienza Gaia...al mondo c'è posto per tutti...anche a me dispiace che Michael ha sofferto tanto e sono mooolto arrabiata che nessuno della sua famiglia ha cercato di aiutarlo - saluti Gaia ;)

Gaia said...

Grazie Hanna, mi fa piacere che al mondo ci sia ancora qualcuno che sa ascoltare e che si rende conto delle cose (“quelli come te che amano e provano sentimenti puri e nn come noi che guardiamo quanti ci cliccano per la pubblicita allegata”)..certo, direi che rendersi conto non basta...però apprezzo comunque il fatto che tu non sia in malafede.. ora ti saluto che ti sto occupando tutta la pagina dei commenti..;) ciao Hanna, buone cose..

Anonymous said...

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