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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Sunday, January 10, 2010

Conversazioni intime di Michael Jackson

Si chiama Shmuley Boteach, 42enne rabbino, amico (fino a un certo punto) del re del pop che durante una serie di incontri avvenuti tra il 2000 e il 2001 nel ranch di Neverland ha registrato 30 ore di conversazioni intime con Jackson.
Ora queste confessioni sono state pubblicate, il 25 settembre negli Stati Uniti e 3 dicembre 2009 in Italia.
Il libro dal titolo "The Michael Jackson Tapes", "I nastri di Michael Jackson: un'icona tragica rivela la sua anima in una conversazione intima", prezzo $16.32, promette di riaccendere il clamore mediatico intorno al cantante scomparso in tragiche circostanze lo scorso 25 giugno.

"Sto per dire cose che non ho mai detto prima e questa è la pura verità. Non ho alcuna ragione per mentirti e Dio sa che sto dicendo il vero. Penso a tutto il mio successo e alla mia popolarità, e li ho voluti, li ho voluti perché volevo essere amato. Ecco tutto.
Questa è l’unica verità. Volevo che la gente mi amasse, mi amasse davvero, perché non mi sono mai sentito veramente amato. Mi dicevo: “So di avere un talento”. Forse, se mi fossi sforzato, forse la gente mi avrebbe amato di più. Volevo soltanto essere amato perché penso sia molto importante essere amati e dire alla gente che la ami, guardarla negli occhi e dirglielo.
Sono come un leone. Niente può ferirmi. Nessuno può danneggiarmi."

Dalle confessioni del re del pop emerge la grande solitudine di cui cadeva spesso preda nonostante l'enorme successo e la folla di fan che continuamente lo circondava. Ma si evincono anche i suoi veri sentimenti per Lady D, all'epoca delle registrazioni appena scomparsa, e per la popstar Madonna. Quasi incredibili appaiono poi altre rivelazioni, come quella in cui il re del pop confessa la sua abitudine di collocare manichini in casa per avere compagnia. "Ero troppo timido per parlare con persone reali", confessa.

Qui racconta di quanto lo deluse la prima moglie Lisa Marie Presley quando scoprì che non voleva dei figli da lui (ne ha già avuti 2 dal primo matrimonio)

MJ - Volevo dei bambini e lei no. Mi aveva promesso che una volta sposati, come prima cosa, avremmo avuto dei figli. Avevo il cuore a pezzi. Me ne andavo sempre in giro tenendo in braccio dei bambolotti piangendo, ecco quanto li volessi, capisci… ero dunque determinato ad avere dei figli.

Per un uomo di 42 anni, l’immaturità che si riscontra sui nastri è sorprendente. A volte sembra proprio un adolescente.

MJ- Non ho mai chiesto ad una ragazza di mettersi con me in vita mia, sono loro che lo chiedono a me.

Se fosse stato coraggioso c’era una principessa che era stata in cima alla sua lista.

MJ- Mi è piaciuto il modo in cui Lady Diana ha fatto attendere in fila i suoi figli al parco divertimenti. Come tutti. Era bello, era buona.

SB- Sentivi un feeling con lei?
MJ- Sì l’ho amata molto. Era il mio tipo.

Non ci fu mai un appuntamento con Lady D. Ma c’era romanticismo quando il re del pop uscì con altre celebrità di alto profilo. Tatum O’ Neal fu la sua prima fidanzata.

MJ- Quando ho tenuto per mano Tatum è stato come essere in paradiso. Fu la cosa più magica. Fu meglio che baciarla. Mi ricordo che andammo in questo club - e io non vado ai club - chiamato Roxy. Guardavo la band, ero seduto e sotto il tavolo lei mi teneva la mano. Una fusione.
SB- Ti ha tenuto la mano e tu hai sentito l’amore?
MJ - I fuochi d’artificio.

Il brano “Pretty Young Thing” potrebbe essere stato ispirato dal suo amore per Brooke Shields.

MJ - E’ stata uno degli amori della mia vita. Credo mi abbia amato quanto io ho amato lei. Siamo usciti un sacco. Le sue foto erano su tutte le mie pareti, sullo specchio, su tutto. Quando andai agli Academy Awards con Diana Ross, lei mi si avvicinò e disse, “Ciao, sono Brooke Shields”. Poi aggiunse, “Vai all’after party?” Io, “Sì”. E lei, “Bene, ci vediamo alla festa”. Pensai, “Oh mio Dio, non è che sa di essere su tutte le pareti della mia stanza?” Dunque, andammo all’after party, lei mi si avvicinò e mi chiese, “Balli con me?” e io , “Sì che ballo con te”. Ci scambiammo i numeri di telefono e restai sveglio tutta la notte, cantando e ballando per tutta la stanza dalla felicità.

Al funerale di Jackson le lacrime della Shields hanno mostrato il loro tenero legame.
Brooke Shields - Quando eravamo assieme, eravamo come due ragazzini che si divertivano.

Madonna: L’ho invitato a cena fuori, gli ho detto offro io, guido io.
Jackson fu tutto sorrisi in auto. Ma su questi nastri rivela che i modi impertinenti della Material Girl li riteneva un po’ pericolosi. Madonna ha cercato di trascinarlo in un mondo di curiosità morbose e forse c’era un po’ di rivalità fra loro. Se era una rivalità vera o no, Jackson non dipinge Madonna come invidiosa quando parla di gelosia a Hollywood....

Hanno detto del libro:
CBS NEWS:
Shmuley Boteach fornisce dettagli di prima mano, dalla viva voce di Michael Jackson, sugli eccessi e le ossessioni che il mondo intero intuiva dietro la sua maschera.

CNN:
Nel libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere il Re del Pop rivela la sua anima.

LARRY KING:
Le parole di Michael Jackson sono un intrigante mix di ingenuità e pudore.

I lettori dicono del rabbino Shmuley Boteach che sia solo un cacciatore di soldi, e che ce l'abbia con Michael da quando quest'ultimo ha rotto i rapporti con lui. I due non si frequentavano più da diversi anni, dopo che il rabbino è stato messo sotto inchiesta con l'accusa di avere sottratto soldi da una charity (fondata con Jackson) che aiuta i bambini.

In Italia il libro ha un titolo diverso dalla traduzione letterale, suona quasi comme un suggerimento commerciale :


"Il libro che Michael Jackson avrebbe voluto farti leggere"
Titolo originale: The Michael Jackson Tapes
Copyright © 2009 Rabbi Shmuley Boteach
First published by Vanguard Press
A Member of the Perseus Books Group
Traduzione di Stefania Di Natale (pp. 7-92),
Daniela Di Falco (pp. 93-191),
Roberto Lanzi (pp. 193-284)
Prima edizione: novembre 2009
© 2009 Newton Compton editori s.r.l.
Roma, Casella postale 6214
ISBN 978-88-541-1734-1
Pagine 288
Euro 21,26

Michael Jackson si confessa: le più intime, crude, dolorose e autentiche rivelazioni del re del pop.

E infine l'epigrafe di questo volume:
A Prince e Paris,
che sono stati compagni di giochi dei miei figli, e a Blanket,
che non abbiamo mai conosciuto.
Che possiate trarre ispirazione dalla virtù di vostro padre,
e un monito dai suoi eccessi,
e che possiate essere la realizzazione vivente del suo sogno incompiuto
di guarire il mondo vivendo nell’altruismo,
nella bontà e nella compassione.
Che Dio vegli su di voi e vi protegga sempre

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