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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Thursday, February 18, 2010

Morgan, La sera, testo, youtube

La Sera
(Marco Castoldi - Morgan)

S’apre la sera
vedi, s’avvera
Morbida svela e distende
la sua coperta nera
ecco la sera, bella la sera
la luce s’inchina
esce di scena
poi si nasconde tra i monti
scalderà altre genti
brucerà altri campi
e altri orizzonti
avanti, entri la sera
e noi siamo ancora qui
ma niente sembra uguale: con te
Con te si può parlare
disordinare il destino
rimandare il mattino
che il modo migliore è
consumare le pre facendo l’amore
Cade la sera
e il cuore s’ispira
mentre il cielo si oscura
buio a regalar le stelle
belle illusioni, sogni lontani
anche se per oggi abbiamo dato già abbastanza
tutte le nostre forze, tutti i fianchi e gli occhi
non siamo stanchi
e d’incanto l’identico istinto ci coglie
e con me ti fai trascinare via
Guarda la sera
scende sicura
apre la notte futura e
non infonderà paure
anzi ci invita a nuove avventure
e fin che resteremo insieme non morirò
e del tormento allora ci faremo un canto
tutto il tempo che resta, ogni sera la nostra festa
e il vento come orchestra
mentre un raggio di luna rifrange
sulla pioggia che piange tu volteggi come un’onda
così volubile e profonda, stasera
l’atmosfera profuma d’incenso
quando ormai mi credevo disperso
con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso
o
almeno si spera, esce la sera, buona la sera.





MORGAN SI SFOGA CON UN GIORNALISTA:
Antonella Clerici ha appena finito di declamare in diretta tivù alcuni versi della canzone di Morgan con sottofondo di pianoforte, rammaricandosi di non poterla far ascoltare al pubblico. A casa sua, Morgan sbotta: «Credo che qui a Monza organizzerò una fiaccolata insieme a chi si è vergognato come me. Le frasi della Clerici? Beh, devo mancarle molto perché nei suoi occhi ho visto tanta tristezza. Però ha anche sbagliato a leggere il testo della mia canzone: ha completamente saltato una riga importante. Poteva evitare. E poi, questo pistolotto sui vertici della Rai... che falsità. Era già tutto deciso...
Adesso non ne posso veramente più - commenta amaro -. Sono due giorni che non riesco neppure a trovare il tempo per farmi gli affari miei, tante sono le telefonate dei giornalisti che vogliono sapere se verrò al Festival, se non verrò. Che barba!...

Vuole sapere la verità? Avevo già pronti anche gli spartiti per l’orchestra: in tutta segretezza i contatti con la direzione artistica del Festival continuavano e fino all’altro ieri sembrava addirittura che dovessi venire lì a Sanremo e far ascoltare la mia canzone fuori gara. Invece ieri in sala stampa Gianmarco Mazzi dice che il capitolo Morgan è chiuso e che la Clerici leggerà una lettera in diretta dove si dispiace “artisticamente" per la mia eliminazione. Ma per favore. Per favore. Sono inc... nero. Ma dico: stiamo scherzando? Carne da macello va bene, ma fino a un certo punto.

È inziato il Festival - racconta Morgan - e mentre aspettavo che si scaldasse l’acqua del bagno mi sono messo a leggere un pamphlet del’Istituto Manzù. C’è scritto che nel Terzo mondo muoiono 35 mila bambini al giorno. Trentacinquemila! E voi che fate queste mestiere perdete tempo a occuparvi del problema Morgan? Capisce che è un paradosso? Stento a credere che sui giornali ci possa essere tutto questo spazio per me o per quello che qualcuno crede che io rappresenti e non una riga sulle vere tragedie del mondo.
Lo so, qualcuno leggendo questa dichiarazioni penserà che voglio alzare il tiro e allontanare la valanga di inchiostro che mi è caduta addosso. No, non m’importa, io sono felice, felicissimo. Non sto affatto male e la mia vita artistica va a gonfie vele. Le prossime serate? Non le passerò certo a guardare il Festival. Preferisco studiare i libretti di istruzioni dei nuovi strumenti che ho comprato e sono molto complessi. Facciamo così: ora vado sul divano a leggermene uno e il Festival lo guardi lei. Poi mi racconta e le faccio un commento.
Anzi - conclude Morgan -, mi faccia un favore. I versi della mia canzone La sera li citi correttamente almeno lei.
Eccoli: «Quando ormai mi credevo disperso
con stupore immenso tutto ritorna per me ad avere un senso
O almeno si spera esce la sera, buona la sera.
Oggi su iTunes "La sera" è l'ottavo brano più acquistato


LA LETTERA DI MORGAN al Festival di Sanremo:

"Il vero scandalo non è più il mio, visto che io ho chiesto scusa pubblicamente, ma è il vostro. Voi, che da una parte obbedite all’ordine del mio allontanamento dal palco e dall’altra sfruttate in ogni occasione il mio nome, la mia vicenda, la mia persona per vostro tornaconto. Questo comportamento vergognoso produrrà l’effetto contrario a ciò che andate predicando.
Dunque chi sarebbero i cattivi maestri che rischiano davvero di allontanare i giovani dall’idea di non drogarsi?
Voi che punite, inquisitori, moralisti senza morale, o io?
È così: io e la mia canzone staremo a casa.
Marco Castoldi (in arte Morgan)"

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