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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Wednesday, March 17, 2010

2012 fine del mondo, frammento del libro di Giacobbo

C'è un mutamento in atto. È in atto perché è fonda­mentale per sopravvivere e perché sopravvivere è il primo istinto della vita... E questo è commovente.
Conosciamo le fasi evolutive dell'uomo: Homo ha­bilis, Homo erectus, Homo neanderthalensis, Homo sapiens e Homo sapiens sapiens.../quello che dovrebbe evolversi dopo il 2012 si chiamerà "homo luminous"/
L'uomo, come tutte le altre creature, si è sempre evoluto per adattarsi alle alterate condizioni ambientali: perché la sequenza do­vrebbe fermarsi qui, all'Homo sapiens sapiens?
La logica ci spingerebbe a ritenere che una nuova evoluzione della razza umana sia non solo possibile, ma anche ovvia.
E sarà proprio la nuova evoluzione che ci consenti­rà di sopravvivere. Il campo elettromagnetico terrestre indebolito aprirà nella nostra mente delle capacità finora inesplorate perché l'universo ci verrà in aiuto e noi dovremo assecondare il corso che esso, nostro al­leato, ci prospetterà.
E sarà il dio che ritroveremo nelle nostre coscien­ze a doverci giudicare: non sarà un dio ostile, pronto a lapidarci, ma un dio benevolo che ci mostrerà come correggerci, che consentirà al cambiamento di scatu­rire in noi.
Così si conclude la luminosa via percorsa dagli otti­misti; e si conclude con un incitamento: ci troviamo a un punto cruciale della nostra esistenza; non dobbiamo subirlo, possiamo sceglierlo.
La via è nel mezzo.
Abbiamo visto quanto le due strade, i due atteggia­menti che ci potranno guidare nell'affrontare il 21 di­cembre 2012, siano profondamente diversi; l'uno for­se troppo buio e l'altro forse troppo luminoso.
Sarà la catastrofe?
Sarà lo spunto per una magnifica crescita dell'uma­nità?
Forse, la vera discriminante fra queste due strade è come si affronta la possibilità di dover lasciare molto di quello che si ha, di quello che si conosce: con un attac­camento irrinunciabile che rende ottusi o con un' aper­tura che quasi muove all' entusiasmo.
Il mondo è cambiato tante volte da quando l'uomo lo abita e la nostra grandezza, ma anche la nostra su­perbia, è stata credere di poter imbrigliare la natura. Negli ultimi anni la natura ci ha dimostrato di non po­ter essere domata. Forse lo avevamo dimenticato. For­se è giusto ricordarlo.
L'essere umano è abituato ai mutamenti, sia pur se ha un'innata ritrosia verso essi. Eppure ha sempre di­mostrato di sapersi comunque adattare. Comunque sia andata, l'essere umano è riuscito a sopravvivere; persino a se stesso.
Ciò che rende il 21 dicembre 2012 una data tanto em­blematica è che sembrerebbe che per allora qualcosa dovrà cambiare di colpo, senza concederci il tempo di­luito che ogni adattamento richiede....fine citazione
Dunque, ci attende l'era del superuomo; quello agoniato da Nietzsche. Quello che controlla l'inconscio e lo utilizza in maniera costruttiva. Quello che usa più dell'undici % di cervello.
O, come dice Muller & Rhode, siamo in ritardo per l'estinzione, visto che sono gia passati 65 milioni di anni dall'ultimo anullamento?
Allora 2012: estinzione o evoluzione?

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