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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Monday, April 5, 2010

Suicidio di Michael Jackson di Shmuley Boteach

Ultimo estratto del bestseller americano The Michael Jackson Tapes, scritto dal Rabbino Shmuley Boteach, il viaggio nei lati oscuri della personalità del re del pop. Nelle parole finali, la tragica morte annunciata.

Michael Jackson ha parlato di fuga:
MJ- Vorrei scomparire, vorrei che la gente non mi vedesse più.
Non voglio assolutamente sembrare vecchio e iniziare a perdere la memoria.
Quando il corpo si guasta e iniziano a comparire le rughe, è così brutto.

SB- Così tu vorresti morire prima che succeda?

MJ- Sei sicuro di volere la mia risposta?

Lui non poteva sopportare l’idea di se stesso con i capelli grigi e a 42 anni, aveva già stabilito la sua ultima dimora.

MJ - Voglio essere sepolto dove ci sono bambini. In questo modo, mi sentirei più al sicuro. Li voglio vicino. Ho bisogno del loro spirito.

SB- Michael perse la voglia di vivere. Significa che consapevolmente voleva morire? Probabilmente no. Ma passare attraverso la medicalizzazione di ogni momento della vita è un tipo di responsabilità.


Nel 2001, dopo aver seguito per due anni e aver catturato su nastro 30 ore di registrazioni dei pensieri più intimi di Michael Jackson, il rabbino tagliò i ponti con la star. Egli sfuggì dalla sua portata, lasciandosi sedurre dalle droghe e perdendo completamente l’interesse nei progetti filantropici.

Sb- Da due anni, sentivo che stavo facendo progressi per aiutare Michael a ricostruire la sua vita, ma una volta ho sentito che Michael prendeva i miei consigli come un fastidio. Così ho dovuto porre fine al nostro rapporto. Lo dovevo stare ad applaudire mentre lui lentamente si autoimmolava? Se fossi tornato, non solo non lo avrei aiutato, ma sarei stato trascinato in un vortice distruttivo.

Nel 2004 il rabbino dichiarò pubblicamente che temeva il peggio:

SB- Michael morirà fra qualche anno. E’ diretto verso Elvis, Marylin Monroe, Janice Joplin. E’ quasi inevitabile.
Quando Michael morì improvvisamente il rabbino ne fu devastato:

michael jackson autoritrattoSB- La mia prima reazione fu di pensare: stupido! Come hai potuto fare ciò? Lasciare orfani i tuoi figli, che già non hanno una madre? Ciò che mi ha fatto più male è che Michael ha gettato via la sua vita, dotata da Dio di un talento che noi possiamo solo sognare.

MJ- Io voglio essere sempre giovane e avere l’energia per correre e giocare a nascondino, che è uno dei miei giochi preferiti.

SB- La vita di Michael chiede riscatto. Non puoi morire a 50 anni di overdose e non imparare la lezione. Ho scritto 21 libri. Pubblicare è il mio mestiere. Gran parte del ricavato della vendita di questo libro sarà devoluto ad organizzazioni che promuovono i valori della famiglia. Questo è un libro che parla di redenzione. Sentire la voce di Michael su quei nastri è la cosa più triste del mondo. Fu un uomo che cercò di sfondare la percezione della gente della fama, dicendo: “Sono una persona.”

SB- Sei arrabbiato con Dio, con il mondo?

MJ- Lo sono molto. Sto male. Piango moltissimo.

MJ- Tutto il mio successo l’ho voluto. L’ho voluto perchè volevo essere amato. That’s all.

Ed ora, a quasi un anno dalla morte di Jackson si scopre o si riconferma, che l'ultima dose di propofol Michael se la iniettò da solo.
Secondo le ultime notizie, la mattina in cui il cantante morì, il suo medico personale Murray, gli somministrò una dose di 25 milligrammi di Propofol, per aiutarlo a dormire. Senonché il cantante si sveglò proprio mentre il medico non era nella stanza e prese autonomamente una ulteriore dose del farmaco. Che gli risultò fatale.

nella foto: scaricato non so dove, l'autoritratto di Michael Jackson piccolo; si, il re del POP disegnava pure

1 comment:

antonella said...

non diciamo cretinate!Michael è stato ucciso!E questo rabbino farebbe bene a tacere,che di Michael non ha capito proprio niente!