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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Saturday, September 4, 2010

Incontri al buio, un agosto in chat finito male

Storia tutta lombarda, tra la Brianza e Pavia. Doveva essere un appuntamento al buio col principe azzurro conosciuto sul web. Invece c'è stato solo il buio: lei finita stuprata da due mentre un terzo filmava la scena. I tre arrestati tutti la mattina dopo, incastrati proprio dalla Rete. Lei sotto choc, chissà per quanto tempo ancora.
E dire che lei di quel ragazzo si fidava ciecamente, per quanto non lo avesse mai visto se non in una foto scattata col cellulare e poi inviata con mms. E del resto anche le tantissime parole che lei gli aveva detto per un mese, così come lui a lei, se le erano sempre scambiate sul telefonino o via web.
Un'amicizia virtuale insomma, come se ne fanno tante oggidì.
Eppure quell'universitario di 23 anni, dalla voce profonda e così sicuro di sé, e quella studentessa milanese di 21, bionda, molto carina, erano diventati grandi amici quasi subito dopo il loro primo incontro in chat-line. Perché è lì che si erano conosciuti, in un social network. Come ipnotizzati avevano trascorso tutto il mese d'agosto davanti al computer, anche dodici ore di fila a chattare senza sosta. Lui che da Pavia si divertiva a corteggiarla riempiendola di complimenti. Lei che dalla sua piccola Varedo, un paesino tra Monza e Seveso, giorno dopo giorno si era accorta di non poter più stare senza la frequentazione virtuale di quel giovane così galante, spiritoso, gentile.

Pronta a dargli informazioni riservate come il numero di telefono e l'indirizzo di casa, a raccontagli tutto sulla sua famiglia e sulla scuola e a inviargli le foto di quando lei era una bambina.
"Mi fidavo di lui così tanto - ha poi raccontato in lacrime ai carabinieri di Varedo - che gli avevo confidato perfino tanti aspetti della mia intimità, di cui non avevo mai parlato neppure coi miei genitori o con la mia migliore amica".
Una nanostoria d'amore.
Alla fine, l'altra sera, lei, dopo tante insistenze, aveva accettato di vederlo.
Lui si è presentato sotto casa sua con altri due amici, anche loro studenti: 18 e 17 anni, di Lodi e Pavia. Lei lì per lì non l'aveva presa bene: "Sono stata ingenua - ammette ora - e solo adesso mi accorgo che di lui non sapevo quasi niente. Avevamo parlato tanto ma era un perfetto sconosciuto".
Con la scusa di andare a bere qualcosa in amicizia, i tre alla fine sono riusciti a vincere la titubanza della ragazza e a farla salire in macchina. Dove appena chiusa la portiera si è ritrovata in trappola: partiti a tutta velocità l'hanno portata alla periferia di Varedo, l'hanno zittita quando piangendo li ha implorati di riaccompagnarla a casa, quindi l'hanno tirata fuori dall'auto. Poi in due l'hanno violentata, mentre il terzo complice filmava la scena col cellulare, forse con l'intenzione di metterla su Internet o di inviarla agli amici. Infine hanno abbandonato la ragazza su uno sterrato e se ne sono tornati da dov'erano venuti: rincasando tranquilli, come dopo una serata tra amici.

Forse si erano convinti che lei non avrebbe raccontato nulla a nessuno. Ma non è stato così. Poche ore dopo, accompagnata dai genitori, la giovane si è presentata alla stazione dei carabinieri di Varedo e, piangendo, ha raccontato tutto quello che le era successo. Il maresciallo ha raccolto con delicatezza la sua deposizione. E ai militari è bastato risalire ai tabulati telefonici per scoprire l'identità dei violentatori. Quando ieri mattina i carabinieri si sono presentati nelle loro case i tre hanno provato a far quelli che cadevano dalle nuvole. Ma poi le prove sono risultate schiaccianti. I militari hanno sequestrato i computer dei ragazzi e ora sottoporranno ad analisi i contenuti delle comunicazioni via chat che si sono scambiati per tutto il mese di agosto. La ragazza è stata ricoverata nella clinica Mangiagalli di Milano. I medici hanno confermato la violenza. Profondamente turbata, sarà affidata alle cure di un team di psicologi.

5 comments:

HANNA said...

Ed ecco che oggi appare sul TG COM la seconda perte della storia:
"Diego Cogoni, lo studente pavese arrestato agli inizi del mese perchè accusato di aver violentato a Varedo, in provincia di Monza, una ragazza conosciuta via chat, con la complicità di due suoi amici, è stato scarcerato dal tribunale del riesame di Milano. Decisiva per i giudici una relazione dei consulenti della difesa, medici del Policlinico San Matteo di Pavia, che esclude la violenza sessuale.
Stupro via chat,scarcerato studente

Sul computer dello studente, inoltre, sono stati trovati dei filmati che ritraevano la ragazza in atteggiamenti sessuali espliciti. La giovane, 20 anni, aveva invece raccontato ai carabinieri di aver chattato occasionalmente con lo studente, poi incontrato la sera della presunta violenza. Anche uno degli amici dello studente, minorenne, è stato scarcerato dal Gip dei minori su istanza del suo legale.

L'altro amico rimane invece in carcere, a Monza, in attesa di un ricorso al Riesame. Secondo il legale di Cogoni, negli atti del procedimento non c'e' traccia di alcun filmato che ritrae la scena dello stupro, realizzato - secondo le accuse della ragazza - da uno dei tre amici. Le difese hanno chiesto degli accertamenti sui telefonini in uso ai ragazzi per escludere definitivamente l'esistenza del filmato."

Diego Cogoni said...

Ciao
sono il ragazzo con la voce profonda e sicura di se, sono l'orco cattivo che hai descritto nel tuo post giusto per accaparrarti un po di like e popolarità.
Mi permetto di giudicare in questo modo il tuo "operato" in quanto ti sei permessa di parlare pubblicamente di una storia delicatissima, che mi ha coinvolto negativamente, ma soprattutto hai fatto il tutto senza nemmeno conoscere il colore dei capelli della ragazza (era mora) per di più non era studente.
Ti sei inventata di lacrime che non esistevano, di conversazioni mai sostenute (mi fidavo di lui così tanto) omettendo invece che il giorno che ci hanno arrestati ingiustamente, lei ha pubblicato sul suo profilo una foto di una bottiglia vuota con la scritta "per festeggiare mi sono ubriacata e risvegliata nel mio vomito" un comportamento perfettamente in linea con quello che hai descritto ma soprattutto con una ragazza stuprata.
Insomma, io non so perchè tu fai la blogger, ma ti consiglio vivamente se davvero ami questo lavoro\passione di non sparare troppe cazzate, anche perchè, oltre a rischiare denunce di calunnia ecc ecc, non è che ci fai molta bella figura.
In più ti auguro di non trovarti mai in una situazione del genere, di non avere parenti nei guai per colpa di pazzi che si comportano in questo modo pazzo e che decidono di voler rovinare la vita di qualcuno senza motivo.
Un saluto, e in bocca al lupo per la tua carriera di scrittrice.
"Il bravo studente"

P.S. non mi aspetto una tua risposta, ma almeno che tu cancelli questa merdata che hai scritto.

Diego Cogoni said...

Ciao

Diego Cogoni said...

Ciao sono l'orco cattivo, lo stupratore seriale che hai descritto nel tuo blog, penso per accaparrarti commenti o like.
Mi permetto di scriverti così in quanto ti sei permessa di parlare e giudicare persone e situazioni (delicatissime) che non conosci E PER DI PIù LO HAI FATTO pubblicamente.
Ad esempio, la ragazza non era bionda ma mora, non studiava, hai scritto di conversazioni mai avvenute tipo "mi fidavo di lui" forse volevi solo aggiungere un po' di effetto al tuo blog ma quello che non capisci, è che oltre a rischiare denunce di calunnia, non fai una gran bella figura a sputtanare sconosciuti per un po di fama
Quindi oltre a non augurarti mai che ti capiti una cosa del genere, magari che qualche tuo caro si trovi nella mia situazione per colpa di qualche persona pazza che vuole rovinarti la vita senza motivo, non mi aspetto delle scuse da te, forse però mi aspetto che levi questo blog pieno di falsità.
Un saluto "Il bravo Studente"

Hanna Filo'Faedi said...

Diego! Il post l'ho copiato da un giornale...quindi non è che se non fosse per me non se ne parlerebbe, giusto? La faccenda era già di dominio pubblico. E' vero che volevo qualche like 😉. Se tu ti senti a posto nn hai nulla da temere. Inoltre io non ho messo il mio giudizio personale...che peraltro sarebbe assolutamente spassionato. Sono del parere che le persone dovrebbero essere più responsabili e non cercare mai di incolpare gli altri per le proprie sventure...saluti 😁