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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Monday, November 1, 2010

Caso Ruby e bunga bunga

Stivali neri, altissimi, corpetto e pantaloncini che lasciano ben poco all'immaginazione, lunghi guanti scuri e le movenze di una ballerina di lap dance. Eccola, Ruby in versione coniglietta, labbra rosse e sorriso ammiccante. Su Facebook si fa chiamare Ruby Rubacuori, ma il suo vero nome è Karima, che in arabo significa onorata. Sul web le sue foto spopolano, mentre si esibisce in versione da night club, oppure in abito da sera, o nella mise di venditrice di sigari.

È la minorenne marocchina che con il suo racconto ai magistrati di Milano sta provocando la nuova bufera sul capo del Presidente del consiglio. Ruby sostiene di essere stata tre volte nella villa di Arcore di Silvio Berlusconi. Sostiene anche di aver partecipato a feste con avvenenti ragazze e a riti sessuali dall'esotico nome di "bunga bunga". Ma, soprattutto, sostiene di aver ricevuto dallo stesso Berlusconi soldi in contanti, regali e la promessa di un centro benessere tutto suo.

I magistrati di Milano, che sulla base dei suoi racconti hanno aperto un'inchiesta, disporrebbero anche di 500 foto e di un video, molto probabilmente girato con un telefonino, delle serate e dei festini di Arcore. Materiale scattato dalle numerose ragazze che partecipavano agli incontri e che, proprio come Ruby, immortalavano le kermesse.
ruby karima fotoMa i Pm si chiedono se davvero la ragazza, che compirà 18 anni solo il prossimo novembre, abbia ricevuto quei soldi. Perché se ciò fosse provato, l'ipotesi di reato sulla scorta della quale hanno iscritto nel registro degli indagati tre volti celebri amici del premier – e cioè il favoreggiamento della prostituzione – troverebbe una conferma. I tre finiti nelle maglie di questa storia sono Lele Mora, volto noto negli ambienti dello spettacolo e da qualche tempo anche alle cronache giudiziarie, il direttore del Tg4 Emilio Fede, e Nicole Minetti, ex ballerina di Colorado Cafè, ex igienista dentale di Berlusconi e oggi consigliere regionale della Lombardia eletta nel listino di Roberto Formigoni. Sarebbero stati loro ad accompagnare Ruby ad Arcore.
La vicenda è spinosa, anzi assai scivolosa, perché il racconto della ragazza sarebbe infarcito di contraddizioni. Di certo c'è solo l'avvio di questa storia, che inizia la sera del 27 maggio di quest'anno, quando Ruby viene portata in questura, a Milano, accusata del furto di tremila euro sottratti a due amiche. La ragazza è senza documenti ed è minorenne. Si scopre che si è allontanata l'anno prima da una casa famiglia a Messina. Ma mentre i funzionari di polizia la interrogano, una telefonata dalla presidenza del Consiglio avrebbe convinto i poliziotti a lasciarla andare. «È la nipote di Mubarak», avrebbe spiegato il capo di gabinetto del questore Vincenzo Indolfi agli agenti che l'hanno presa in consegna. Il 9 ottobre il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha promosso Indolfi (alle soglie della pensione) prefetto con funzioni di ispettore generale di amministrazione.

Ruby lascia la questura a notte fonda e sale su un'auto. È quella di Nicole Minetti. Non è chiaro se la telefonata sia arrivata direttamente da Palazzo Chigi, ma per appurarlo i magistrati ascolteranno gli agenti presenti quella sera e sottoporranno Ruby a incidente probatorio. Nei mesi successivi, la ragazza racconta ai Pm di aver parlato, quella stessa notte nell'auto della Minetti, direttamente con il presidente del Consiglio. Non solo. Si dilunga nella descrizione dei festini nella villa di Arcore, insieme ad altre ragazze come lei, ma anche a due ministre, a star e vip. È a questo punto che parla dei "bunga bunga", i dopo-cena erotici che Berlusconi le raccontò di aver copiato dal leader libico Muhammar Gheddafi.
Ruby sostiene di essere stata notata da Emilio Fede durante un concorso di bellezza in Sicilia, un anno fa. E quando scappa dalla casa famiglia nella quale vive, si dirige a Milano, dove afferma di essere entrata, grazie a Fede, nel giro di Lele Mora. Quest'ultimo ora tace, la Minetti oppone un «no comment». Fede, invece, ammette di essere stato invitato alle cene «ma – aggiunge – nessuna festa con ragazze nude» e «mai con un risvolto di trasgressione».

4 comments:

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Sulla vicenda ‘Ruby' ha preso la parola l'"ape regina", l'attrice di origine tedesca Sabina Began. La donna ha affermato che non c'è stata mai orgia nella residenza di Berlusconi ad Arcore. "È assurdo, è una cosa inventata", ha sottolineato a SkyTg24. Quindi ha fornito una versione sul "Bunga Bunga", chiarendo che "non è un rito erotico, è il soprannome che mi hanno dato, e non ci trovo niente di strano perché mi ritengo un po' una scimmia".



L'attrice ha inoltre aggiunto "che il presidente non ha mai fatto sesso con Ruby, e neanche con Noemi". Berlusconi "non è un mostro e lo amo con tutta me stessa". "Provo per quest'uomo un amore vero - ha aggiunto -. L'amore che non ho potuto dare ad altri l'ho dedicato a lui e mi sento fortunata di poter venire a difenderlo". E ha aggiunto: "Sono io colpevole di tutte quelle feste, le ho organizzate per farlo divertire perché il premier è una persona bella e
sola".



"Forse è anche colpa mia, o del presidente, far entrare tante persone - ha spiegato -. Ma non chiedi quanti anni hai. Poi lui è una persona molto tranquilla". "Lui - ha aggiunto - non ci sta neanche. Sta seduto 10 minuti a cena poi si alza e sta al telefono tutta la sera, o sta scrivendo una cosa o si deve preparare. Entra, esce". La Began ha riferito che due anni fa, quando è scoppiato il primo scandalo, era andata dai magistrati.



Il pm, ha aggiunto l'attrice, "è stato gentile ma per quattro volte ho dovuto dire che non era così, ho pianto poi stavo per firmare" e mi sono accorta che "sul foglio c'era scritto 'il presidente va con le ragazze". "Certo - ha continuato la Began - so che quello che sto dicendo è pesante ma è la verità. Ho dovuto spiegare ai pm che non era così quello che ho detto". È andata così: "Ve lo giuro su mio padre che è morto. Sono stata lì a urlare, a piangere e a difendermi". Alla fine "ho firmato quello che dicevo io. L'ho fatto riscrivere"