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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Saturday, March 26, 2011

Sarkozy e Nouri Mesrami autori della rivolta libica

Cito qui l'articolo di Franco Bechis - libero-  intitolato: Sarkozy manovra la rivolta libica, perchè io sono morbosamente interessata a tutto quel "casino" in Libia che prima non mi riusciva di capire, ma ora.....

"Prima tappa del viaggio. Venti ottobre 2010, Tunisi. Qui è sceso con tutta la sua famiglia da un aereo della Lybian Airlines Nouri Mesrami, capo del protocollo della corte del colonnello Muammar El Gheddafi. È uno dei più alti papaveri del regime libico, da sempre a fianco del colonnello.

L`unico- per capirci- che insieme al ministro degli Esteri Mussa Koussa aveva accesso diretto alle residence del raìs senza bisogno di bussare.
L`unico a potere varcare la soglia della suite 204 del vecchio circolo ufficiale di Bengasi, dove il colonnello libico ha ospitato con grandi onori il premier italiano Silvio Berlusconi durante le visite ufficiali in Libia. Quello sbarco a Tunisi di Mesrami dura poche ore. Non si sa chi incontri nella capitale dove ancora la rivolta contro Ben Ali cova sotto le ceneri.
Ma è ormai certo che proprio in quelle ore e in quelle immediatamente successive Mesrami getti i ponti di quella che a metà febbraio sarebbe diventata la ribellione della Cirenaica.
E prepara la possibile spallata a Gheddafi cercando e ottenendo l`alleanza su due fronti: il primo è quello della dissidenza tunisina. Il secondo è quello della Francia di Nicholas Sarkozy.
Ed entrambe le alleanze gli riescono.

Lo testimoniano alcuni clamorosi documenti della Dgse (direzione generale della sicurezza estera), il servizio segreto francese e una clamorosa serie di notizie fatte circolare in ambienti diplomatici francesi da una news letter loro dedicata, Maghreb Confindential (di cui esiste una versione sintetica e accessibile a pagamento).

Mesrami arriva a Parigi il giorno successivo, 21 ottobre. E da lì non si muoverà più. In Libia non ha nascosto il suo viaggio in Francia, visto che si è portato dietro tutta la famiglia. La versione è che è a Parigi per delicate cure mediche e probabilmente per un`operazione. Ma di medici non ne vedrai mai nemmeno uno. Quel che vedrà invece ogni giorno sono funzionari del servizio segreto francese.

La riunione Sicuramente ai primi di novembre sono visti entrare all`Hotel Concorde Lafayette di Parigi, dove Mesrami soggiorna, alcuni stretti collaboratori del presidente francese Sarkozy. Il 16 novembre c`è una fila di auto blu fuori dall`hotel. Nella suite di Mesrami si svolge una lunga e fitta riunione. Due giorni dopo parte per Bengasi una strana e fitta delegazione commerciale francese. Ci sono funzionari del ministero dell`Agricoltura, dirigenti della France Export Cereales e della France Agrimer e manager della Soufflet, della Louis Dreyfus, della Glencore, della Cani Cereales, della Cargill e della Conagra.

Una spedizione commerciale, sulla carta, per cercare di ottenere proprio a Bengasi ricche commesse libiche. Ma nel gruppo sono mescolati anche militari della sicurezza francese, travestiti da business man.

A Bengasi incontreranno un colonnello dell`aereonautica libica indicato da Mesrami: Abdallah Gehani. È un insospettabile, ma l`ex capo del protocollo di Gheddafi ha rivelato che è disposto a disertare e che ha anche buoni contatti con la dissidenza tunisina.

L`operazione è condotta in gran segreto, ma qualcosa giunge agli uomini più vicini a Gheddafi. Il colonnello intuisce qualcosa. Il 28 novembre firma un mandato di cattura internazionale nei confronti di Mesrami.

L`ordine viene trasmesso anche alla Francia attraverso i canali protocollari.

I francesi si allarmano, e decidono di eseguire formalmente l`arresto.

Quattro giorni dopo, i12 dicembre, viene fatta filtrare la notizia proprio da Parigi. Non si indica il nome, ma si rivela che la polizia francese ha arrestato uno dei principali collaboratori di Gheddafi. La Libia si tranquillizza sulle prime. Poi viene a sapere che Mesrami è in realtà agli arresti domiciliari nella suite del Concorde Lafayette. E il raìs comincia ad agitarsi.

La furia del raìs Quando arriva la notizia che Mesrami ha chiesto ufficialmente alla Fancia asilo politico, Gheddafi si infuria fa ritirare il passaporto perfino al suo ministro degli Esteri, Mussa Kussa, accusato di responsabilità nella defezione e nel tradimento di Mesrami.
Poi prova a inviare suoi uomini a Parigi con messaggi per il traditore: "torna, sarai perdonato". Il 16 dicembre ci prova Abdallah Mansour, capo della redio-televisione libica. I francesi però lo fermano all`ingresso dell`Hotel. Il 23 dicembre arrivano altri libici a Parigi. Sono Farj Charrant, Fathi Boukhris e All Ounes Mansouri.

Li conosceremo meglio dopo il 17 febbraio: perché proprio loro insieme ad Al Hajji guideranno la rivolta di Bengasi contro i miliziani del colonnello.
I tre sono autorizzati dai francesi a uscire a pranzo con Mesrami in un elegante ristorante sugli Champs Elysèes. Ci sono anche funzionari dell`Eliseo e alcuni dirigenti del servizio segreto francese. Tra Natale e Capodanno esce su Maghreb Confidential la notizia che Bengasi ribolle (in quel momento non lo sa nessuno nel mondo), e perfino l`indiscrezione su alcuni aiuti logistici e militari che sarebbero arrivati nella seconda città della Libia proprio dalla Francia. Oramai è chiaro che Mesrami è diventato la leva in mano a Sarkozy per fare saltare Gheddafi in Libia. La newsletter riservata su Maghreb comincia a fare trapelare i contenuti della sua collaborazione.

Mesrami viene soprannominato " Libyan Wikileak", perché uno dopo l`altro svela i segreti della difesa militare del colonnello e racconta ogni particolare sulle alleanze diplomatiche e finanziarie del regime, descrivendo pure la mappa del dissenso e le forze che sono in campo.
A metà gennaio la Francia ha in mano tutte le chiavi per tentare di ribaltare il colonnello. Ma qualcosa sfugge. Il 22 gennaio il capo dei servizi di intelligence della Cirenaica, un fedelissimo del colonnello, generale Aoudh Saaiti, arresta il colonnello dell`aeronautica Gehani, il referente segreto dei francesi fin dal 18 novembre.

Il 24 gennaio viene trasferito in un carcere di Tripoli, con l`accusa di avere creato una rete di social network in Cirenaica che inneggiava alla protesta tunisina contro Ben Alì. È troppo tardi però: Gehani con i francesi ha già preparato la rivolta di Bengasi.


IN INGLESE:


"First element of the journey. Twenty October 2010, Tunis. Here with his entire family aboard a Libyan Airlines plane Mesrami Nouri, chief of protocol of Col. Muammar el Gaddafi's regime shows up. He's one of the most 'the Libyan regime's top flunkies, has been constantly at the colonel's side. He is the only one - to understand this privileged position- that together with the other main flunky, Foreign Minister Moussa Koussa has direct access to the rai's residence without knocking . He was the only one who was authorized to enter Suite 204, the threshold of the old officer's club in Benghazi, where the Libyan colonel, with great honor hosted Italian Prime Minister Silvio Berlusconi during his official visits to Libya.

Mesrami, landing in Tunis lasted a mere few hours. It is not known who he met in the Tunisian capital where the revolt against Ben Ali was still smoldering. But it's almost certain that in those hours and those immediately following that Mesrami created contacts in the middle of what' would become the rebellion in February of Cyrenician Libya . He sought and obtained support from someone, for an alliance on two fronts: the first 'one of Tunisian dissidents. The second one of France's Nicholas Sarkozy. And both the alliances now fail.
As reflected in a number of just released sensational documents, the DGSE (General Directorate of foreign security), the French secret service and in a series of sensational news articles circulated in diplomatic circles by a French newsletter dedicated to them, Maghreb Confidential (of which there is an online version that is available for a fee).
Mesrami arrived in Paris the following day, 21 October.
And from there 'did not stir more '. Libya has disguised his trip to France, because has' brought the whole family along. The version of reason and 'which and why' to Paris for medical treatment and sensitive for a medical procedure. But doctors do not ever see any of them at all.

What we will see 'but every day are officials of the French secret service who make the visits instead. Certainly in early November there are seen entering the Hotel Concorde Lafayette in Paris, where Mesrami stays, some of French President Sarkozy's own stooges.
On November 16 there is' a long row of blue cars outside the hotel. Mesrami particpates in a suite in a long and extensive meeting. Two days later a strange part of Benghazi hosts a huge 'French trade delegation'. There are officials from the Ministry of Agriculture , and leaders of France.
France Export Cereales Agrimer Soufflet and the 'managers' of Louis Dreyfus, Glencore, the Cani cereales, Cargill and Conagra. Its supposed to be a trade delegation, on paper, to try to get big orders in Benghazi Libya. But in that group are also mixed French military security, disguised as businessmen. In Benghazi they meet a Libyan Air Force colonel as pointed out as a contact by Mesrami: [the man being" Gehan Abdallah. It's suspicious that the former head of protocol of Gaddafi revealed 'his willingness to defect and that he also has good contacts with the Tunisian dissidents. The 'operation' was conducted in secret, but something of it leaks to agents loyal to Gaddafi. The colonel realizes something is up.
On November 28 Gaddaffi signed an international arrest warrant against Mesrami. The order is also sent to France through international diplomatic protocol. The French are alarmed [they are screwed since operational surprise is blown], and decide to make a formal arrest [to cover their asses and remove a security leak].
Four days later, on 12 December, the news is leaked from Paris. It is not the name, but it turns out that the French police actually arrested . Libya's calmed down, at first. Then Gaddaffi learns that Mesrami IS 'actually' under house arrest [protective custody actually] in the suite of the Concorde Lafayette. And then the rai's begins to stir. "

"When news finally arrives that Mesmari officially requests political asylum, Gaddafi rages he takes away the passports even to his [other chief flunky] Foreign Minister, Moussa Kussa, and accused of responsibility 'for this defection and Mesrami's betrayal. Then Gaddaffi trieas to send his men to Paris with messages to the traitor, 'come back, you will be forgiven'.

On December 16 Abdallah Mansour, head of the Libyan radio and television network tries to deliver that message. The French, however, 'intercept at the hotel. December 23 other Libyans arrive in Paris.' Charrant Faraj, Fathi Boukhris and All Ounes Mansouri. Mesrami get to know of them after Feb. 17: 'cause your whole Al Hajji Benghazi led the revolt against the militia of the Colonel.

The three are allowed by the French to go out for lunch with Mesrami in an elegant restaurant on the Champs Elyse'e. There are also Elysée officials and some leaders of the French secret service. Between Christmas and New Year the news appears Maghreb Confidential that Benghazi boils [in rebellion] (at the time no-one in the world is aware of any so-called unrest), and the rumor [begins to circulate] about some logistical and military aid that would come in the second city of Libya from France. Now it is' clear [that there is a] 'Mesrami face' that Sarkozy plans 'to became the levain hand to blast Gaddafi out of Libya'.

The private newsletter the 'Maghreb Confidential' starts to leak the contents of this collaboration. Mesrami is nicknamed 'Libyan Wikileaks', because' one after the other reveals the secrets of Colonel Gaddaffi's military defense and lists every detail about the financial and diplomatic alliances in the [French] scheme, describe also the map of dissent and the forces that are in the field. In the middle 'in January, France has all the keys in their hand grasped for the colonel to overthrow. But something [else] leaks.
On 22 January the head of the intelligence services of Cyrenica, Libya , one man who remains loyal to the Colonel, General Aoudh Saaiti, Air Force colonel Gehan, the French secret contact since November 18. On January 24, that fool is transferred to a prison in Tripoli on charges of having established a system of social networks in Cyrenaica, lauding the protest against Ben Ali of Tunisia '. It's too late but': Gehan [with the French DGSE] has already 'prepared the revolt in Benghazi'. That burst 'from there' a few days ..

IN FRANCESE:
Sarkozy manœuvre la révolte libyenne"Première étape du voyage, 20 octobre 2010, Tunis. C’est là qu’est descendu avec toute sa famille d’un avion de Libyan Airlines, Nouri Mesrami, chef du protocole de la cour du colonel Muhamar Kadhafi. C’est un des grands perroquets du régime libyen, depuis toujours aux côtés du colonel.
Le seul -comprenons-nous- qui avec le ministre des Affaires étrangères Moussa Koussa avait un accès direct à la résidence du raïs sans avoir à frapper (avant d’entrer, NdT).

Le seul à pouvoir  franchir le seuil de la suite 204 du vieux cercle officiel de Bengazi où le colonel libyen a accueilli avec tous les honneurs le premier ministre italien Berlusconi pendant la visite officielle en Libye. Cette visite de
Mesrami à Tunis ne dure que quelques heures. On ne sait pas qui il rencontre dans la capitale où la révolte contre Ben Ali couve sous la cendre. Mais il est désormais certain que dans ces heures-là et dans celles qui ont immédiatement suivi, Mesmari jette les ponts de ce qui, à la mi-février, allait devenir la rébellion de la Cyrénaïque. Et prépare l’estocade contre Kadhafi en cherchant et obtenant l’alliance sur deux fronts : le premier est celui de la dissidence tunisienne. Le second est celui de la France de N. Sarkozy.
Et les deux alliances lui réussissent.

C’est ce dont témoignent des documents de la Dgse, le service secret français et une série de nouvelles fracassantes qui ont circulé dans les milieux diplomatiques français dans une newsletter qui leur est adressée, Maghreb Confidential (dont il existe une version synthétique et accessible payante).

Mesmari arrive à Paris le lendemain, 21 octobre.  Et il n’en bougera plus. En Libye il n’a pas caché son voyage en France, puisqu’il a emmené avec lui toute sa famille.  La version est qu’à Paris il doit subir un traitement médical et probablement une opération. Mais il ne verra pas l’ombre d’un médecin. Ceux qu’il verra seront par contre, tous les jours, des fonctionnaires des services secrets français.

La réunion. On a vu de façon certaine, au début du mois de novembre, entrer à l’Hôtel Concorde Lafayette de Paris, où Mesmari réside, d’étroits collaborateurs du président français. Le 16 novembre, une file de voitures bleues est devant l’hôtel.  Dense et longue réunion dans la suite de Mesmari. Deux jours plus tard une dense et étrange délégation française part pour Bengazi. Avec des fonctionnaires du ministère de l’Agriculture, des dirigeants de France Export Céréales et de France Agrimer, des managers de Soufflet, de Louis Dreyfus, de Glencore, de Cani Céréales, Cargill et Conagra.

Expédition commerciale, sur le papier, pour essayer d’obtenir à Bengazi justement de riches commandes libyennes. Mais se trouvent aussi dans le groupe des militaires français, déguisés en hommes d’affaire.

A Bengazi ils vont rencontrer un colonel de l’aéronautique libyenne indiqué par Mesmari : Abdallah Gehani. Il est au-dessus de tout soupçon, mais l’ex-chef du protocole de Kadhafi a révélé qu’il était prêt à déserter et qu’il a aussi de bons contacts avec la dissidence tunisienne.

L’opération est menée en grand secret, mais quelque chose filtre jusqu’aux hommes les plus proches de Kadhafi Le colonel se doute de quelque chose. Le 28 novembre il signe un mandat d’arrêt international à l’égard de Mesmari. L’ordre arrive aussi en France à travers les canaux protocolaires. Les Français s’alarment et décident de suivre l’arrêt de façon formelle.
  Quatre jours plus tard, le 2 décembre, la nouvelle filtre justement depuis Paris. On ne donne pas de nom mais on révèle que la police française a arrêté un des principaux collaborateurs de Kadhafi. La Libye, au premier abord, retrouve son calme. Puis apprend que Mesmari est en réalité aux arrêts domiciliaires dans la suite du Concorde Lafayette. Et le raïs commence à s’agiter.

La colère du raïs. Quand arrive la nouvelle que Mesmari a demandé officiellement  l’asile politique à la France, la colère de  Kadhafi éclate, il fait même retirer son passeport au ministre des Affaires étrangères, Moussa Koussa, accusé de responsabilité dans la défection de Mesmari. Il essaie ensuite d’envoyer des hommes à Paris avec des messages pour le traître : « Reviens, tu seras pardonné ». Le 16 décembre, c’est Abdallah Mansour, chef de la télévision libyenne, qui essaie. Les Français l’arrêtent à l’entrée de l’Hôtel. Le 23 décembre d’autres libyens arrivent à Paris. Ce sont Farj Charrant, Fathi Boukhris et All Ounes Mansouri.

Nous les connaîtrons d’avantage après le 17 février : parce que ce sont justement eux, avec Al Hadji, qui vont mener la révolte de Bengazi contre les miliciens du colonel.

Les trois sont autorisés par les Français à sortir dîner avec Mesmari dans un élégant  restaurant des Champs Elysée. Il y a aussi là des fonctionnaires de l’Elysée et quelques dirigeants des services secrets français. Entre Noël et le Jour de l’an sort sur Maghreb Confidential la nouvelle que  Bengazi est en ébullition (à ce moment-là personne ne le sait encore), et aussi quelques indiscrétions sur certaines aides logistiques et militaires qui seraient arrivées dans la seconde ville libyenne, en provenance justement de la France. Il est désormais clair que Mesmari est devenu un levier dans les mains de Sarkozy pour faire sauter Kadhafi en Libye. La newsletter réservée sur le Maghreb commence à faire filtrer les contenus de cette collaboration.

Mesmari est surnommé « Libyan Wikileak », parce qu’il révèle un après l’autre les secrets de la défense militaire du colonel et raconte tous les détails des alliances diplomatiques et financières du régime, en décrivant même la carte du désaccord et les forces qui sont sur le terrain. A la mi-janvier la France a dans les mains toutes les clés pour tenter de renverser le colonel. Mais il y a une fuite. Le 22 janvier le chef des services secrets de Cyrénaïque, un fidèle du colonel, le général Aoudh Saaiti, arrête le colonel d’aviation Gehani, un référant secret des Français depuis le 18 novembre.

Le 24 janvier il est transféré dans une prison de Tripoli, avec l’accusation d’avoir créé un réseau de social network en Cyrénaïque, qui faisait les louanges de la contestation  tunisienne contre Ben Ali.  Mais c’est trop tard : Gehani a déjà préparé la révolte de Bengazi, avec les Français.

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