hanna artehanna bionda foto bianco-nero

Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Monday, June 4, 2012

Transito di Venere sul sole

Mercoledì 6 giugno, pochi minuti dopo mezzanotte ora italiana, il pianeta Venere entrera' nel disco del Sole: apparirà come una sorta di neo in movimento, che sfilerà lentamente per circa 6 ore e 40 minuti.
Il fenomeno, detto "transito di Venere", e' dovuto al perfetto allineamento fra il Sole, Venere e la Terra.
Poiche' le orbite dei due pianeti attorno alla nostra stella sono leggermente inclinate l'una rispetto all'altra, si tratta di un fenomeno estremamente raro: l'ultima volta che si e' verificato risale al 2004, e per il prossimo sara' necessario attendere piu' di un secolo, fino all'11 dicembre del 2117.
Un'occasione unica e imperdibile, dunque. Ma visibile dall'Italia solo nelle sue fasi finali: per osservare il transito di Venere dal nostro Paese occorrera' infatti aspettare il sorgere del Sole, a fenomeno in corso gia' da alcune ore. Le regioni piu' favorevoli per l'osservazione diretta saranno quelle del Nord-Est, a patto di svegliarsi di buon'ora. A Trieste, per esempio, dove il Sole sorgera' alle 5:17, lo spettacolo durera' quaranta minuti piu' che a Cagliari, dove il sorgere del Sole e' previsto solo per le 5:57.
Attenzione, pero': l'osservazione del transito dal vivo richiede cautela. Anche se il Sole sara' basso sull'orizzonte, e' infatti fondamentale non osservarlo mai direttamente, ma solo attraverso vetri protettivi specifici (come per le eclissi di Sole), altrimenti si rischiano serie conseguenze per gli occhi.
Numerose le iniziative messe in campo dall'INAF (Istituto Nazionale Astrofisica) per assistere al fenomeno, dal vivo o sul web, in piena sicurezza e con un ricco contorno di attivita' sociali e didattiche.
Passando poi alle proposte per le osservazioni dal vivo con telescopi solari, a Padova, all'alba di mercoledi' 6 giugno, "Colazione con Venere" insieme agli astronomi dell'Osservatorio, che hanno anche approntato un ricco sito web con tutte le informazioni utili per seguire il fenomeno.
Osservazioni pubbliche all'alba, sempre con la guida di astronomi dell'INAF, sono previste anche a Palermo, sui colli di Bologna (San Michele in Bosco), a Catania e in altre localita' che l'INAF segnalera' sul sito di Media INAF e sui social network a esso collegati.
  Infine, per offrire al grande pubblico una copertura completa dell'evento, gli astronomi del progetto europeo GLORIA, del quale INAF e' fra i partner principali, hanno organizzato tre spedizioni osservative in alcuni fra i luoghi piu' favorevoli per seguire per intero il fenomeno. Muniti di telescopi solari robotizzati, trasmetteranno la diretta web dell'intero transito visto da Cairns (Australia), da Sapporo (Giappone) e da Troms (Norvegia).
La diretta sara' visibile in streaming a partire dalla mezzanotte, oltre che sul sito del progetto, anche sulle pagine di Media INAF.

Venere è il secondo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole con un'orbita della durata di 224,7 giorni terrestri. Il suo simbolo astronomico è la rappresentazione stilizzata della mano della dea Venere che sorregge uno specchio.
Venere è il pianeta più caldo del sistema solare, non è dotato di satelliti o anelli ed ha un campo magnetico debole.
Essendo uno degli oggetti più luminosi nel cielo, il pianeta è conosciuto sin dall'antichità ed ha avuto un significativo impatto sulla cultura umana. I Babilonesi chiamarono il pianeta Ishtar, la dea della mitologia babilonese personificazione dell'amore ma anche della battaglia.

IL MITO DI VENERE 
 La leggenda racconta che Afrodite nella mitologia greca, Venere in quella latina, fosse nata dalla schiuma del mare (in greco “Aphròs”) presso Cipro.
Secondo la poesia epica, Afrodite /Venere era figlia di Zeus e di Dione ed era legata da rapporti amorosi con l'eroe Anchise, dai quali nacque Enea. Dopo un lungo periodo d'oblio in epoca medievale, la figura di Venere ritornò in auge. Il Rinascimento, legato ai temi della bellezza, dell'amore e del piacere dei sensi, riconobbe in lei un'immagine prediletta.
Non a caso, la “Nascita di Venere” di Sandro Botticelli è tra i più famosi e mitizzati dipinti del periodo. Esistono due versioni della nascita di Venere: nella prima, narrata da Esiodo, era nata prima delle altre divinità dell'Olimpo. Quando il titano Crono recise i genitali del padre di Venere (Urano) e li gettò in fondo al mare, il sangue ed il seme in essi contenuti si addensarono in forma di schiuma e galleggiarono fino all'isola di Cipro, ove Afrodite emerse dalle acque e dalla schiuma (da cui l'origine del suo nome: la parola "aphros" significa schiuma).
foto venere modello jotero
Venere da modello di Jotero
Afrodite non aveva avuto quindi né infanzia, né fanciullezza: era venuta al mondo come una donna giovane e del tutto formata. Questa è nota come "Versione della Conchiglia".
 Nella seconda versione, narrata da Omero, e nota come "Versione dei Cherubini", Venere era figlia di Zeus e della ninfa degli oceani, Dione. Andò poi in sposa ad Efesto (Vulcano) e diede alla luce dei figli; tuttavia trascurava i propri doveri domestici e coniugali poiché si dedicava quasi esclusivamente ai suoi amori con altri dei e mortali e, fra i numerosi amanti, le sono attribuiti Ares (il Dio della Guerra), la relazione con il quale è la più nota e la più duratura, e l'avvenente Adone. Era inoltre la madre di Eros (Cupido), Deimos (Terrore) Phobos (Paura) ed Armonia, la moglie di Cadmo.
Uno dei suoi figli mortali era Enea, avuto dal suo amante Anchise, Re di Dardania. Anchise venne reso storpio da una saetta di Zeus quando rivelò a questi di aver amato la dea.
 Venere trae il nome dalla dea romana dell'amore e della pace.
Per i Greci, questa dea era Afrodite, per gli Egiziani, Iside e per i Fenici, Astrate.
Venere era associata al rame (metallo di cui è ricca Cipro, isola natale di Afrodite) e veniva raffigurata a volte come un triangolo piatto (simbolo della donna nelle WC), a volte con il numero cinque, e altre con il colore blu, e veniva identificata infine con il giorno Venerdì.
 I Sassoni usavano il nome della loro dea della fertilità, Fria, che si trasformò poi nel nome inglese di Friday (Venerdì), mentre il nome francese Vendredi indica la sua chiara origine greco-latina.
Per i Maya, Venere era il dio della guerra che irradiava la terra con raggi cattivi, provocando morte e distruzione e si ritiene che la conclusione del Calendario Maya fosse in realta' programmata per 6 giugno e che il transito del pianeta nel 2012 coincidesse con la conclusione del "Lungo Computo".
 VEDREMO.

No comments: