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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Tuesday, May 14, 2013

Fratelli Karamazov di Dostoevskij

 E' stato detto che nessuno ha mai creato nulla di simile alla sordida grandezza del vecchio Fedor Karamazov. 
Certo Dostoevskij ha infuso in lui qualche cosa di schiacciante, di terribile: ettorno a lui non può non addensarsi la tragedia. Chi l'ucciderà?. Chi non potrà fare a meno di ucciderlo?..

Fedor Karamazov, uomo abietto e dissoluto, incapace d'amare, ha quattro figli: Dimitrij, violento e passionale, ma anche generoso; Ivàn, raffi­nato intellettuale ateo, incapace di accettare le incon­gruenze del mondo; Alësa, illuminato dalla fede e dal­l’amore per il prossimo, novizio nel convento di padre Zosima; Smerdjakov, illegittimo ed epilettico, tenuto in una condizione di servo che alimenta l'odio verso il pa­dre e i fratelli.
Grusenka, bellissima usuraia pronta a concedersi per denaro, suscita una sfrenata passione nel vecchio Fedor e in Dimitrij, approfondendo l'abisso che li divide.
Quando Fedor viene trovato ucciso è accusa­to Dimitrij. Ivan scopre però che è stato Smerdjakov, istigato dalle sue teorie sulla necessità del delitto.
Scon­volto vorrebbe accusarlo, ma così emergerebbero le sue responsabilità. Dimitrij viene condannato e deportato in Siberia e Smerdiakov si uccide. L'angoscia procura a Ivàn tremende allucinazioni. Crede di parlare con Satana e gli estenuanti colloqui distruggono il suo equili­brio psichico. Rimane solo Alësa, impotente testimone della tragedia. Con intatta fede negli uomini ( e nel qualcuno lassù) riunisce in­torno a sé un gruppo di ragazzi...

Ricapitoliamo: Smerdjakov si uccide, Dimitrij prigioniero in Siberia, Ivan impazzisce, e unico vivo e sano rimane Alesa - quello che crede (in Dio)... ecco il dilemma della fede mostrato da Dostoevskij. Dilemma tra bene e male.

5 comments:

Max Coutinho said...

Ciao Hanna,

Ma che tragedia, non? Mi sembra che Dostoevskij abbia sempre una visione nera della vita. Nera eppure interessante.

Un abbraccio, caríssima

HANNA said...

Ciao Max!! :-)
Dostoevskij, più che altro non riusciva capire a che cosa serve la fede.. come si comporta uomo se non teme Dio...se il timore del giudizio divino ci fa diventare più buoni ???

Max Coutinho said...

Hanna,

Dostoevskij non riusciva a capirlo forze perchè si concentrava più con la faccia nera della esistenza. La fede è la lucce della vita e non le tenebre.
A che cosa serve l'aria che respiriamo? La fede ha lo stesso obiettivo. Aria-Materia, Fede-Spirito.
Ha, non...il timore del giudizio divino non ci fa diventare più buoni (si fossi vero tutta la gente che crede in Dio e che lo teme sarebbe buona; e tutti noi sappiamo bene che non è sempre così); il lavoro e la disciplina spirituali, ci fanno diventare meno imperfetti.

Ti auguro un buon weekend, cara mia :)

Dostoevskij appassionato said...

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Hanna Filo'Faedi said...

sto rileggendo "Idiota"