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Tutti abbiamo il nostro negativo, delle zone d'ombra, o visioni speculari e parliamo d'amore, là, dove io muoio.


Thursday, August 29, 2013

Oxford Dictionaries, parole inglesi in rete

I ricercatori della Oxford University Press passano in rassegna ogni mese oltre 150 milioni di vocaboli, tra i quali, dopo una rigida selezione, ogni anno ne scelgono un migliaio per l’ingresso nei dizionari online.
Il fatto che l’accento questa volta sia stato posto sulla Rete e sul gergo utilizzato dagli internauti non è casuale.
Perchè la diffusione dell’uso prima delle email e poi dei social network ha decretato un ritorno di massa alla scrittura, intesa come semplice atto di “scrivere” (siano SMS, tweet, post, email etc.).
Una scrittura deformata da esigenze diverse dal passato, spesso sintetica, ellittica e sempre più legata a termini che consentano di ridurre una complicata descrizione in un solo vocabolo.
 A questo processo si aggiunge la portata globale dei trend in Rete, un fenomeno da locale può diventare di massa, e quelle che un tempo erano considerabili come bizzarrie isolate, sempre più spesso diventano oggetto di discussione grazie al rimpallo di blog e social network.
 Sebbene l’elenco di neologismi annunciato da Oxford Dictionaries sia inevitabilmente composto da vocaboli in lingua inglese, molti di questi hanno un’alta probabilità di venire assorbiti anche nel nostro linguaggio quotidiano, soprattutto da chi passa diverso tempo online.
Ecco dunque 10 parole "formate" da internauti:
  1. Twerk: danza esageratamente provocatoria che prevede una posizione accovacciata e un frenetico movimento del bacino.
2. Selfie: sostanzialmente un autoscatto, ma il termine si riferisce in particolare a quelle foto scattate a sé stessi con l’esplicito proposito di condividerla in Rete.
 3. FOMO: acronimo per Fear Of Missing Out; si usa per descrivere l’angoscia provocata dalla paura di perdere eventi socialmente importanti, spesso innescata dalla promozione di eventi sui social network.
4. Phablet: crasi di “phone” e “tablet”; il termine viene utilizzato per descrivere quegli smartphone con un display superiore ai 5 pollici, un formato che si pone idealmente a metà tra quello di uno smartphone e quello di un tablet.
5. TL;DR: acronimo di “Too Long Didn’t Read”; nel linguaggio ermetico di chat e social network, serve a comunicare che un articolo (o comunque un contenuto web) era troppo lungo o impegnativo per potercisi dedicare.
6. Internet of things: in italiano “Internet delle cose”, si usa per descrivere un futuro (assai prossimo) in cui tutti gli oggetti della nostra quotidianità saranno connessi in Rete e in grado di scambiarsi dati.
7. Supercut: una compilation di brevi videoclip fusi in un solo filmato. Su YouTube se ne trovano a bizzeffe, da quello che raccoglie tutti gli “HA!” di James Hetfield a quelli che ripetono in loop per ore una stessa sequenza.
8. Emoji: un’evoluzione delle tradizionali emoticon, è il termine utilizzato per indicare la varietà di piccole immagini digitali e icone utilizzate nei servizi di messaggistica per accoppiare al messaggio uno stato d’animo o un significato aggiuntivo.
 9. Hackerspace: Un posto in cui le persone che si interessano di computing e tecnologia possono ritrovarsi e lavorare su progetti comuni condividendo idee, strumentazione e conoscenze.
10. Buzzworthy: una notizia o un contenuto che potrebbero generare in Rete un passaparola tale da fare il giro del mondo.

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